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Ticket farmaceutico da 2,50 euro in Basilicata: presidio a Potenza di sindacati e opposizione

  • Postato il 31 agosto 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Ticket farmaceutico da 2,50 euro in Basilicata: presidio a Potenza di sindacati e opposizione

Il Quotidiano del Sud
Ticket farmaceutico da 2,50 euro in Basilicata: presidio a Potenza di sindacati e opposizione

Basilicata, ticket farmaceutico da 2,50 euro: presidio a Potenza di sindacati e opposizione. «Bardi e  Latronico in consiglio». Il centrosinistra unito presenta una mozione urgente. Dai contratti d’assunzione sponsorizzati sui social al silenzio istituzionale sui rincari: esplode la polemica in vista dell’autunno.


Un grande flash mob organizzato dai sindacati confederali vedrà la partecipazione compatta di consiglieri regionali, comunali e liberi cittadini uniti contro l’istituzione del ticket farmaceutico da 2,50 euro. Stamattina, alle ore 10, il piazzale antistante il Palazzo della Regione Basilicata a Potenza si trasformerà nel fulcro della protesta sociale. «Giù le mani dalle tasche dei lucani! La salute è un diritto che deve essere garantito a tutti» è lo slogan unitario voluto da Cgil, Cisl, Uil Basilicata e dai sindacati dei pensionati Spi Cgil, Cisl Fnp e Uil Pensionati per chiedere alla Giunta Bardi di revocare la delibera, «altrimenti chiameremo i lucani ad una grande mobilitazione a difesa del diritto alla salute».

Le organizzazioni sindacali definiscono la misura inaccettabile, destinata a gravare pesantemente sulla spesa di famiglie già provate dal carovita e a colpire le persone anziane e vulnerabili. Secondo i sindacati, per contenere la spesa farmaceutica si sarebbe dovuto puntare sull’appropriatezza prescrittiva e sui farmaci equivalenti, scelte che dipendono dai medici e non dai pazienti. Le sigle confederali denunciano infine l’utilizzo dei fondi del bonus gas e del fondo sociale per coprire un disavanzo di oltre 80 milioni di euro, scaricando le responsabilità gestionali sui cittadini.

TICKET FARMACEUTICO IN BASILICATA: LE OPPOSIALLA GESTIONE E ALLA COMUNICAZIONE DELL’ASSESSORE LATRONICO

Sotto accusa la gestione dell’assessore: “Latronico ha scelto una presenza comunicativa intensa, accompagnando con post e fotografie persino atti ordinari di gestione, come la sottoscrizione dei contratti dei nuovi assunti. Colpisce che su una decisione politicamente ben più rilevante, come l’introduzione dei ticket, abbia trovato il tempo di intervenire pubblicamente soltanto il giorno successivo all’approvazione della deliberazione di Giunta. Eppure il confronto avrebbe potuto e dovuto cominciare prima. Il 30 luglio l’assessore Latronico è stato ascoltato in Seconda Commissione proprio sul tema delle risorse destinate alla sanità. In quella sede, nonostante le nostre sollecitazioni, il quadro rappresentato dalla Giunta fu sostanzialmente rassicurante. Un mese dopo scopriamo che, per affrontare le difficoltà della sanità regionale, vengono introdotti nuovi ticket a carico dei cittadini”.

“E lo scopriamo a decisione già assunta. Non è accettabile che il Consiglio regionale venga rassicurato quando pone il problema delle risorse e che poche settimane dopo si trovi davanti a una decisione già presa che chiede ai lucani di contribuire ulteriormente al finanziamento della sanità. Per questo chiediamo la convocazione urgente del Consiglio regionale. Non per aggiungere un’altra polemica, ma perché la Giunta deve chiarire quale sia la reale situazione economica della sanità lucana e quali siano le cause che hanno determinato l’introduzione dei ticket. Il confronto deve tornare nella sua sede naturale”.

LA PROTESTA DEI GRUPPI COMUNALI: «UNA TASSA SULL’INEFFICIENZA»

Alla profonda spaccatura si aggiunge la contestazione del gruppo consiliare potentino “La Potenza dei Cittadini – Potenza Democratica”. I consiglieri Angela Blasi, Mirko Giordano, Rocco Pergola e Micaela Triunfo accusano l’esecutivo di aver scelto la strada più comoda, scaricando sulla popolazione le conseguenze di una cattiva governance. «L’introduzione del ticket non è una misura di razionalizzazione della spesa. È una tassa sull’inefficienza». Quando i bilanci non quadrano, la Giunta chiede ai cittadini di mettere mano al portafoglio anziché agire sulle cause originarie del disavanzo. Per il gruppo consiliare, l’azione di governo dovrebbe basarsi su principi opposti: tagliare radicalmente gli sprechi, migliorare l’appropriatezza della spesa pubblica, riorganizzare le reti assistenziali e valorizzare la medicina territoriale.

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