Termovalorizzatore in Liguria, la Regione nomina la commissione per valutare le proposte
- Postato il 7 agosto 2026
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- Di Genova24
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Genova. Si è ufficialmente insediata la commissione di valutazione incaricata di esaminare le proposte di partenariato pubblico-privato per la progettazione, realizzazione e gestione del nuovo impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti della Liguria, probabilmente un termovalorizzatore, nell’ambito della procedura avviata da Arlir. La commissione è stata nominata con decreto del direttore dell’agenzia regionale, a conclusione della procedura di selezione prevista dall’avviso pubblico.
“L’insediamento della commissione rappresenta un momento fondamentale di un percorso che Regione Liguria ha fortemente voluto per dotare il territorio di un’infrastruttura moderna, sicura e tecnologicamente avanzata, capace di garantire la definitiva chiusura del ciclo dei rifiuti – dichiara l’assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti Giacomo Raul Giampedrone –. Proseguiamo con determinazione lungo una strada improntata alla massima trasparenza, al rigore amministrativo e alla valorizzazione delle migliori competenze tecniche”.
La commissione è composta da professionalità di elevato profilo, individuate attraverso un percorso che ha previsto sia la designazione di componenti espressione di Regione Liguria sia la selezione pubblica di esperti esterni nei settori della sostenibilità economico-finanziaria e dell’impiantistica. La presidenza è affidata a Fernando Della Pina, direttore generale dell’Ambiente della Regione Liguria, affiancato da Andrea Baroni, Domenico Oteri, Enrico Bracci e Mario Grosso.
“La scelta di affidare la valutazione a una commissione multidisciplinare composta da figure altamente qualificate garantisce imparzialità, competenza e approfondimento tecnico – prosegue Giampedrone – nella disamina delle proposte che saranno presentate dagli operatori economici. Si tratta di un passaggio decisivo per individuare la soluzione più efficace sotto il profilo ambientale, economico e gestionale. L’obiettivo della Regione è chiaro: superare definitivamente la dipendenza da impianti fuori regione, ridurre i costi sostenuti da cittadini e imprese, aumentare l’autosufficienza del sistema ligure e dare piena attuazione alla pianificazione regionale dei rifiuti. L’economia circolare passa necessariamente attraverso la disponibilità di impianti adeguati, in grado di trattare in sicurezza il rifiuto residuo e recuperare energia, nel rispetto delle migliori tecnologie disponibili e delle più rigorose prescrizioni ambientali”.
Con l’avvio dei lavori della commissione inizia quindi la fase di valutazione delle proposte pervenute, che consentirà di individuare la soluzione maggiormente rispondente all’interesse pubblico e di proseguire l’iter amministrativo previsto dalla normativa vigente.
“La Liguria – conclude Giampedrone – continua a mantenere gli impegni assunti con cittadini, enti locali e sistema produttivo. Dopo anni di immobilismo, stiamo costruendo un modello moderno di gestione dei rifiuti che guarda all’autonomia, alla sostenibilità ambientale e alla tutela delle risorse pubbliche”.
Com’è noto, a questa fase della procedura non ha partecipato Amiu Genova, nonostante i precedenti indirizzi annunciati dalla giunta Salis. L’ultima intenzione dichiarata è quella di aggregarsi eventualmente in un secondo momento come partner di chi realizzerà l’impianto. L’amministrazione genovese ha escluso la disponibilità di un’area a Genova dopo l’uscita di scena di Scarpino per ragioni di rischio idrogeologico che tuttavia non risultano menzionate (per ora) in documenti ufficiali.