Tentato omicidio Nocera, due arresti a Crotone: traditi dalle intercettazioni
- Postato il 13 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Tentato omicidio Nocera, due arresti a Crotone: traditi dalle intercettazioni

Due arresti a Crotone per il tentato omicidio del campano Rosario Nocera dopo un affare di droga non andato a buon fine, indagati traditi da intercettazioni
CROTONE – «Ma tu ci pensi alla tua famiglia ogni tanto? Me lo spieghi che figlio sei? Mai avrei pensato ad una cosa del genere». Ci sono anche conversazioni intercettate a inguaiare due giovani arrestati per il tentato omicidio del salernitano Rosario Nocera, il 34enne gravemente ferito l’11 novembre scorso durante una trattativa di droga non andata a buon fine. In carcere sono finiti Pasquale Pio Cosco, di 26 anni, e Raffaele Antonio Avallini, di 23, crotonesi. La Squadra Mobile della Questura ritiene che l’autore materiale del ferimento sia il primo.
LA RICOSTRUZIONE
Cosco avrebbe sparato quattro colpi a Nocera con una pistola calibro 7,65. Nocera fu raggiunto alle gambe ma anche alla zona addominale. Ci sono anche altre sette persone indagate, a vario titolo, per favoreggiamento e reati di droga. Una di loro sarebbe la fidanzata di Cosco. Lo redarguiva rappresentando che faceva fatica a credere quanto da lui riferito, sia pure con linguaggio criptico, circa il suo coinvolgimento nel fatto di sangue. Cosco le rappresentava che era l’unica a sapere, oltre ad uno zio.
AFFARE DI DROGA
I due arrestati avevano un appuntamento col campano per un affare di droga, secondo la ricostruzione degli investigatori. La conferma sarebbe venuta dall’esame delle immagini registrate dai circuiti di videosorveglianza. Poche ora prima del fattaccio ci fu un incontro. Le telecamere hanno documentato i percorsi fatti quel giorno da indagati e vittima a bordo delle loro auto. Nocera sarebbe stato ferito in un secondo momento, alle 21.15, durante un alterco in una zona lontana da occhi indiscreti, mentre conversava con i due crotonesi dopo essere sceso dalla sua auto, una Volkswagen “Polo”.
NESSUN TESTIMONE
L’episodio si materializzò un sabato sera, nel quartiere Tufolo, nel piazzale retrostante il Bar degli Amici. Il piazzale non è illuminato. I pochi avventori che a quell’ora erano nel locale non videro nulla. O, comunque, non seppero riferire elementi utili alle indagini. L’allarme fu dato un poliziotto libero dal servizio che si trovava a transitare da quelle parti. Intanto, i residenti della zona filmavano la scena dalle abitazioni, postando video sui social.
AUTO PIENA DI HASHISH
Subito dopo intervennero gli agenti della polizia di Stato. Nocera era riverso al suolo e perdeva vistosamente sangue. Dopo i soccorsi, i poliziotti esaminarono la sua auto. Dentro furono trovati 3,7 chili di hashish suddiviso in panetti. Nocera venne arrestato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, reato per il quale è attualmente sottoposto all’obbligo di dimora.
I poliziotti, sulla scorta delle immagini della videosorveglianza, hanno smontato gli alibi forniti dai due indagati, che sostenevano di essere in compagnia di altre persone o fuori città. Le contraddizioni sono emerse da testimonianze degli stessi congiunti degli indagati. In particolare, uno zio di Cosco ha affermato di aver saputo da lui stesso del suo coinvolgimento quale autore materiale.
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ASSE DELLA DROGA CON LA CAMPANIA
Ulteriori conferme ai sospetti degli inquirenti sono venuti dalle intercettazioni che, oltre a far cadere gli alibi, dimostrerebbero il coinvolgimento di Cosco e Avallini in una fiorente attività di spaccio. Il quadro indiziario è stato ritenuto sufficiente per l’emissione di un provvedimento restrittivo poi disposto dalla gip Assunta Palumbo su richiesta del procuratore Domenico Guarascio e del sostituto Mattero Staccini, che hanno coordinato le indagini. Un asse della droga tra Crotone e la Campania era emerso, di recente, grazie all’inchiesta della Dda di Napoli che nel febbraio 2024 portò all’operazione Cocaine Valley.
LE INDAGINI
In quel contesto era stato arrestato un crotonese il cui ruolo sarebbe stato quello di rivendere la droga sul mercato calabrese dopo averla acquistata da “staffette” napoletane. Corrieri della droga campani sono stati arrestati anche negli ultimi anni in città, a dimostrazione che i traffici sono fiorenti. Se il ferimento a colpi di droga dell’altra sera sia un incidente di percorso nell’ambito di traffici già rodati dovranno essere gli inquirenti a stabilirlo. Le indagini proseguono.
GLI INQUIRENTI
I dettagli dell’operazione sono stati illustrati, nel corso di una conferenza stampa, dal capo della Mobile, il vicequestore Costantino Belvedere, e dal vicedirigente, il commissario Domenico Quaranta. In particolare, il vicequestore Belvedere ha inteso rivolgere un plauso ai suoi uomini per l’«impegno profuso nella risoluzione del caso», ma anche al procuratore Domenico Guarascio per «l’attività di coordinamento». Plauso anche al questore Renato Panvino poiché «gli arresti si inquadrano nell’ambito di una più ampia attività di contrasto allo spaccio» da lui predisposta. A margine, il questore osserva che «intensa è l’attività antidroga svolta dalla Questura, con arresti giornalieri nelle zone della movida e del centro storico. Ma i servizi – precisa – sono intensi anche nei centri della provincia».
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Tentato omicidio Nocera, due arresti a Crotone: traditi dalle intercettazioni