Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Telescopio in caduta libera: il piano della NASA

  • Postato il 20 giugno 2026
  • Di Focus.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
Telescopio in caduta libera: il piano della NASA
C'è un osservatorio spaziale che sta lentamente cadendo verso la Terra e la NASA ha messo in moto una corsa contro il tempo per impedirlo. Entro fine mese partirà una sonda robotica con un compito mai tentato prima su un satellite scientifico: agganciarlo e spingerlo su un'orbita più alta. Il bersaglio è il Neil Gehrels Swift Observatory, un telescopio attivo da 22 anni che rischia di rientrare nell'atmosfera terrestre entro la fine del 2026.. Perde quota più velocemente del previsto Agganciare e correggere l'orbita di un satellite scientifico non è mai stato fatto. Ma per la comunità astronomica, Swift — capace di rilevare lampi gamma, raggi X e radiazione ultravioletta prodotti da stelle esplosive e altri fenomeni cosmici violenti — vale il rischio. Quando nel 2024 i tecnici si sono accorti che il telescopio stava perdendo quota più rapidamente delle previsioni, la NASA ha affidato alla startup Katalyst Space Technologies l'incarico di progettare e costruire un veicolo di soccorso in meno di un anno.. Lanciato nel 2004 a 600 chilometri di altezza, Swift è progressivamente sceso fino ai 370 chilometri attuali. L'agenzia contava di mantenerlo in orbita fino ai primi anni Trenta, ma l'ultimo picco del ciclo undecennale di attività solare si è rivelato più intenso delle attese, riscaldando e dilatando l'atmosfera terrestre e aumentando l'attrito sui veicoli in orbita bassa. Il risultato: la sopravvivenza di Swift si misura ora in mesi, non in anni. A febbraio la NASA ha già sospeso le attività scientifiche del telescopio per ridurre la resistenza aerodinamica e frenare il decadimento orbitale.. Tempi da record A settembre 2025 la NASA ha affidato a Katalyst un contratto da 30 milioni di dollari. Appena sette mesi dopo — una velocità di sviluppo quasi senza precedenti per l'agenzia — la startup ha consegnato al Goddard Space Flight Center un veicolo di soccorso completo e testato. Si chiama LINK: 400 chilogrammi di peso, grande come un frigorifero, già pronto per il lancio su un razzo Pegasus XL lanciato da un aereo nell'atollo di Kwajalein, nel Pacifico. Una volta in orbita, LINK impiegherà una o due settimane per raggiungere il suo obiettivo, fotografandolo da più angolazioni per permettere ai controllori a terra di valutare eventuali danni causati da detriti o micrometeoriti prima di pianificare la manovra finale. Con tre bracci robotici, agguanterà Swift e, nell'arco di sei settimane, lo riporterà gradualmente fino a 600 chilometri di altitudine usando i propulsori di bordo, prima di rilasciarlo.. Più di un semplice salvataggio Per la NASA la posta in gioco va oltre Swift. Se l'operazione riuscisse, dimostrerebbe che è possibile estendere la vita operativa di altri veicoli spaziali tramite spinte orbitali, rifornimento di carburante o riparazioni. Un esempio concreto: il telescopio Hubble, che in passato veniva periodicamente rialzato di quota grazie alle missioni dello Space Shuttle, sta scivolando verso la Terra e potrebbe rientrare nell'atmosfera nei prossimi dieci o vent'anni. La NASA ha già escluso un nuovo intervento con equipaggio umano, ma una spinta robotica resta un'opzione concreta.. Perché Swift è insostituibile Swift è stato concepito per studiare i lampi gamma, brevissime ma intensissime emissioni di radiazione ad alta energia provenienti dallo spazio profondo. Il suo strumento dedicato al monitoraggio sorveglia costantemente un sesto della volta celeste e, quando individua un lampo, può puntare i telescopi a raggi X e ultravioletti sulla sorgente in appena due minuti, un dato fondamentale per identificarne l'origine. In media il telescopio riceve circa cinque richieste al giorno da altri osservatori, terrestri o spaziali, per approfondire eventi appena scoperti. Nel corso della sua missione, Swift ha contribuito a dimostrare che la maggior parte dei lampi gamma ha origine dal collasso di stelle massicce in supernova e ha aiutato a rivelare che i lampi più brevi e rari derivano invece dalla fusione di stelle di neutroni. Nel 2022 ha anche partecipato alla scoperta del lampo gamma più potente mai registrato, noto come BOAT, il più luminoso di sempre..
Autore
Focus.it

Potrebbero anche piacerti