Teheran riapre Hormuz ma rimane il blocco navale Usa. I 'Volenterosi' riuniti a Parigi per...
- Postato il 17 aprile 2026
- Estero
- Di Agi.it
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Teheran riapre Hormuz ma rimane il blocco navale Usa. I 'Volenterosi' riuniti a Parigi per...
AGI - Mentre Teheran annuncia la riapertura di Hormuz a tutte le navi commerciali fino alla conclusione della tregua tra Stati Uniti e Iran, è iniziato a Parigi il vertice dei cosiddetti 'Volenterosi'.
Un summit tra una cinquantina di Paesi che si sono detti disponibili a una missione per garantire la sicurezza di navigazione nello Stretto. Il padrone di casa, il presidente Emmanuel Macron, ha accolto all'Eliseo per primo il co-sponsor dell'iniziativa, il premier britannico Keir Starmer.
Hormuz al centro del summit dei Volenterosi
Al tavolo siedono anche la premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Gli altri partecipanti, “europei, mediorientali, asiatici e anche latinoamericani”, si uniranno in videoconferenza, ha riferito l’Eliseo. Si tratta di "circa cinquanta paesi e organizzazioni internazionali, inclusi più di trenta a livello di capi di stato e di governo", hanno spiegato ancora fonti dell'Eliseo. Gli Stati Uniti non saranno associati a questa missione e non prendono parte alla conferenza.
Teheran: "Riaperto lo Stretto di Hormuz"
Intanto l'Iran ha riaperto lo stretto di Hormuz a tutte le navi commerciali, fino alla fine del cessate il fuoco la prossima settimana. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi.
"In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il periodo residuo del cessate il fuoco, sulla rotta coordinata come già annunciata dall'Organizzazione Porti e Organizzazione Marittima della Repubblica Islamica dell'Iran", ha scritto Araghchi su X.
Trump all'Iran: "Grazie per la riapertura di Hormuz"
"L'Iran ha appena annunciato che lo Stretto d'Iran è completamente aperto e pronto per il transito. Grazie!", scrive Donald Trump su Truth commentando la decisione di Teheran di dare il via libera per tutta la durata del cessate il fuoco.
"Il blocco navale sui porti iraniani resta in vigore"
Il blocco navale da e per i porti iraniani resta in vigore, lo annuncia su Truth il presidente Usa Donald Trump. "Lo stretto di Hormuz è completamente aperto e pronto per il transito, ma il blocco navale rimarrà pienamente in vigore nei confronti dell'Iran, solo fino a quando le nostre transazioni con l'Iran non saranno completamente concluse. Questo processo dovrebbe procedere molto rapidamente, poiché la maggior parte dei punti sono già stati negoziati".
Teheran: "Per passare Hormuz serve il via libera dei Pasdaran"
Per passare nello stretto di Hormuz servirà il via libera dei Pasdaran e non sarà consentito il transito alle navi militari. A chiarirlo è stata la televisione statale iraniana, dopo che il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha annunciato la riapertura di Hormuz fino alla scadenza della tregua, il 21 aprile.
"Il transito di navi militari attraverso lo Stretto di Hormuz rimane vietato. Solo le navi civili possono transitare lungo le rotte designate, previa autorizzazione della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche", ha annunciato la tv.
"Le navi civili devono transitare esclusivamente lungo la rotta designata dall'Organizzazione Portuale e Marittima Iraniana", ha chiarito ancora l'emittente.
Starmer a Parigi: "La coalizione è nell'interesse di tutti"
Al suo arrivo a Parigi, il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato che farà "tutto il possibile" per alleviare l'impatto della guerra in Iran sulla popolazione e per riaprire lo Stretto di Hormuz.
"È fondamentale costruire una coalizione di Paesi attorno al principio che il cessate il fuoco debba essere permanente, che si debba raggiungere un accordo e che lo Stretto di Hormuz sia aperto", ha affermato il premier britannico.
"È nell'interesse di tutti noi, perché ciò che sta accadendo nella guerra in Iran sta influenzando le economie di ciascuno dei nostri Paesi. Ecco perché i Paesi si stanno unendo. Tutti concordano sul fatto che, affinché ciò accada, abbiamo bisogno di un supporto diplomatico e politico, di un supporto logistico ed economico e di una pianificazione militare, ed è proprio questo che ci impegniamo a fare oggi", ha sottolineato il primo ministro.
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