Tasso alcolemico e guida in Europa: i limiti Paese per Paese

  • Postato il 1 gennaio 2026
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Quando si parla di tasso alcolemico alla guida in Europa bisogna sapere che cambiano le soglie, cambiano le categorie di conducenti a cui si applicano limiti più severi e cambiano i contesti in cui le forze dell’ordine controllano e sanzionano. La tabella comparativa più usata in ambito sicurezza stradale a livello europeo, quella dell’ETSC (European Transport Safety Council), mostra che in molti Paesi esiste una soglia standard, ma quasi ovunque è presente una soglia differente per i neopatentati e per i conducenti professionali.

Un altro aspetto da menzionare è l’unità di misura: alcuni Paesi, come l’Italia, utilizzano g/l, altri mg/100 ml, altri ancora ‰ (promille). Per capirci, il classico 0,5 g/l equivale a 0,05% e viene presentato come mezzo grammo per litro proprio per semplificare mentre 0,2 g/l è già un territorio in cui un bicchiere può diventare un problema, specie per chi ha meno esperienza o per chi guida per lavoro. Su questo approccio la Commissione europea richiama l’opportunità di un limite massimo di 0,5 g/l con soglie azzerate per neopatentati e conducenti professionali.

Il panorama europeo in tre blocchi

Guardando l’Europa nel suo insieme, emerge una struttura leggibile ma con eccezioni. Il primo blocco è quello dei Paesi con limite standard 0,5 g/l, cioè la soglia più diffusa. Qui rientrano molte nazioni dell’Europa occidentale e meridionale, ma con un dettaglio: i neopatentati e i conducenti professionali scendono a 0,2 o addirittura a 0,0. Il secondo blocco è quello dei Paesi che scelgono come standard 0,2 g/l, tipicamente Nord Europa e parte dell’Europa centrale/orientale, dove la filosofia è più severa e il messaggio è meno ambiguo: l’alcol alla guida deve essere un’eccezione praticamente inesistente.

Il terzo blocco, quello più netto, è la tolleranza zero con 0,0 g/l, presente in diversi Paesi, e qui la questione non è “quanto posso bere” ma “non posso bere”: qualsiasi valore rilevabile ti espone a violazione. In mezzo ci sono due eccezioni. La prima è la Lituania, che ha un limite standard 0,4 g/l e allo stesso tempo impone 0,0 per neopatentati e conducenti professionali. La seconda è il Regno Unito, dove non esiste un limite unico nazionale perché in Inghilterra e Galles e in Irlanda del Nord la soglia è più alta (80 mg/100 ml di sangue) mentre in Scozia è più bassa (50 mg/100 ml).

I limiti di tasso alcolemico Paese per Paese

In Italia il limite di 0,5 g/l vale solo per i conducenti standard perché per under 21, neopatentati e conducenti professionali la soglia è zero. Significa che anche una quantità minima di alcol diventa una violazione. In Francia il quadro è simile solo in apparenza perché il limite generale resta 0,5 g/l, ma per i neopatentati scende a 0,2 g/l. In Germania la soglia standard è ancora 0,5, ma l’impostazione per chi è alle prime armi è improntata alla tolleranza zero.

Spostandosi nella penisola iberica, la Spagna mantiene il limite di 0,5 g/l per i conducenti ordinari, ma introduce soglie più basse per alcune categorie mentre il Portogallo chiarisce la distinzione perché accanto allo 0,5 per tutti impone 0,2 g/l a neopatentati e conducenti professionali. Lo stesso schema si ritrova in Irlanda, dove il limite generale resta invariato ma si abbassa per chi guida per lavoro o ha poca esperienza mentre nei Paesi Bassi la linea di confine è netta tra chi ha una patente recente e chi no con lo 0,2 g/l riservato ai neopatentati.

In Belgio il focus si sposta sui conducenti professionali, per i quali la soglia è ridotta mentre l’Austria adotta una logica simile, distinguendo tra guida ordinaria e guida soggetta a maggiori responsabilità. Il quadro cambia entrando nell’area alpina e nordica, perché in Svizzera, pur restando il limite standard a 0,5 g/l, per neopatentati e professionali la soglia si abbassa a 0,1 g/l, un valore talmente vicino allo zero da rendere praticamente incompatibile la guida con qualsiasi consumo di alcol.

Ancora più severa è la scelta di Paesi come Svezia e Norvegia, dove il limite generale è 0,2 g/l e la tolleranza è ridotta al minimo in coerenza con una politica di sicurezza stradale molto severa. La Polonia si colloca sulla stessa linea mentre la Lituania è una delle eccezioni più insidiose perché fissa il limite standard a 0,4 g/l, ma introduce 0,0 per neopatentati e professionali. Infine, nell’Europa centro-orientale, Paesi come Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Romania hanno scelto la strada della tolleranza zero con l’eliminazione della zona grigia tra consentito e vietato.

Non esiste un numero di drink valido per tutti

Se c’è un errore di chi guida all’estero è pensare che la variabile sia solo geografica, quando invece la variabile più traditrice è la categoria di conducente. L’ETSC mostra che molti Stati mantengono 0,5 per tutti ma scendono a 0,2 o 0,0 per neopatentati e guidatori professionali.

Uno dei miti più resistenti è la conversione del limite in bicchieri consentiti ma è una scorciatoia che porta fuori strada perché il tasso alcolemico dipende da peso, sesso, metabolismo, cibo assunto, farmaci, velocità di consumo e perfino qualità del sonno. In pratica non si può indicare un conteggio universale di bevande sicure e il motivo è semplice: due persone che bevono la stessa quantità possono trovarsi a valori molto diversi. Affidarsi al concetto di “io reggo” non è solo poco scientifico, è anche il modo più rapido per sbagliare Paese, sbagliare soglia e sbagliare valutazione.

Cosa fare prima di guidare in un Paese estero

Prima di mettersi in viaggio con la propria auto è quindi utile informarsi con attenzione sui limiti previsti nel Paese di destinazione perché le regole possono cambiare da uno Stato all’altro. Non solo: in alcuni casi anche all’interno dello stesso Paese possono esistere differenze normative tra regioni o province con soglie e sanzioni che variano a seconda del territorio attraversato.

È poi importante tenere presente che in molte nazioni, soprattutto nell’Europa orientale, è in vigore la tolleranza zero che non ammette alcun margine rispetto all’assunzione di alcol. Quando non si ha la certezza di rientrare nei limiti consentiti, la scelta più prudente è di evitare completamente di bere prima di mettersi alla guida così da non correre rischi né dal punto di vista della sicurezza né da quello delle conseguenze legali.

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