Tangenti al Comune di Benevento, gli indagati salgono a 17. “Mazzetta da 50mila euro per la lista di Mastella”. Lui: “Mai chiesta né ricevuta”
- Postato il 25 settembre 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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L'inchiesta sulla corruzione amministrativa a Benevento si allarga coinvolgendo 17 indagati per tangenti, illeciti e favori su appalti pubblici e pratiche urbanistiche. Sotto la lente degli investigatori finisce anche la lista civica 'Noi di Centro' del sindaco Mastella, con sospette donazioni per il finanziamento della campagna elettorale. Il primo cittadino respinge categoricamente le accuse, negando sia di aver richiesto che ricevuto denaro illecito dai soggetti indagati.
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Tra le carte delle 17 perquisizioni che hanno terremotato il Comune di Benevento con accuse di corruzione e tangenti per altrettanti indagati intorno ad appalti, progetti, affidamenti e pratiche urbanistiche, c’è un capo di imputazione che riguarda ‘Noi di Centro’. E’ la lista fondata dal sindaco Clemente Mastella (non indagato), che ha eletto in consiglio regionale nella maggioranza di centrosinistra il figlio Pellegrino Mastella (non indagato).
Il capo d’imputazione è il numero cinque tra i 25 formulati dai pm della procura guidata da Nicola D’Angelo. Ipotizza una violazione della legge sul finanziamento ai partiti: 50.000 euro in nero, fuori bilancio, consegnati da un imprenditore edile all’allora responsabile Gabinetto di Mastella, Gennaro Santamaria “per finanziare le spese elettorali di Noi di centro”.
Un contributo non disinteressato perché dietro c’era la promessa, non mantenuta, che il costruttore avrebbe beneficiato di qualche commessa pubblica. Avrebbero concorso al reato “altre persone da identificare” e questo aggiunge un tocco di piccante al piatto. “Mai chieste né ricevute mazzette per ‘Noi di Centro’ – ha dichiarato Mastella – se qualcuno le ha davvero intascate lo ha fatto a titolo personale”. Rilancia l’opposizione: “Prendiamo atto, ma il sindaco sembra non avvertire minimamente la gravità dei fatti e l’indignazione della pubblica opinione rispetto a quello che pare un mercato indegno della cosa pubblica, un sistema corruttivo esteso a vari settori dell’attività amministrativa”.
La mazzetta ‘elettorale’ risalirebbe al 30 agosto 2024 e poi di acqua ne è passata sotto i ponti. Gennaro Santamaria è finito in carcere – ed è stato rimosso dall’incarico dirigenziale – il 30 marzo, acchiappato col sorcio in bocca: aveva appena intascato una tangente di 4000 euro – la prima parte dei 70.000 euro pattuiti – da un geometra che aveva sporto denuncia ai carabinieri, dicendosi vittima di ostracismo professionale. Si chiama Maurizio Pepe (difeso dall’avvocato Roberto Prozzo), ha avuto il merito di scoperchiare il vaso di Pandora, ma da ieri è formalmente indagato anche lui, per induzione indebita: si è scoperto che Pepe aveva già consegnato a Santamaria 10 mila euro in quattro tranches nel 2025, stava trattando lo sblocco di nove pratiche urbanistiche, ed era lui a sollecitare gli appuntamenti via whatsapp. Quindi forse non era solo vittima di una concussione, ma anche consapevole che avrebbe potuto denunciare prima e sottrarsi al gioco.
Santamaria nel frattempo sta cantando: ha reso dieci interrogatori investigativi tra il 6 maggio e il 13 luglio, sui quali c’è ora una richiesta di incidente probatorio. I carabinieri hanno perquisito alla ricerca di tracce e riscontri. Ma prima di essere arrestato, l’ex dirigente degli uffici di Mastella si era dato un gran da fare per la campagna elettorale di ‘Noi di centro’.
Emblematica la kermesse al teatro De La Salle di Benevento il 17 novembre 2025. Una settimana prima del voto regionale. Fu Santamaria a condurre, a introdurre, a presentare. E a pagare i 500 euro del noleggio del teatro con bonifico “in qualità di organizzatore di ‘Noi di Centro”. C’erano i Mastella, padre e figlio, ovviamente. Furono ringraziati Antonella Moretti e Maria Antonella Matticoli, rispettivamente dirigente e funzionaria comunale del settore Urbanistica.
Sul palco sedeva anche Maurizio Perlingieri, dirigente comunale del Settore Ambiente e Patrimonio. Sono i nomi di tre dei 17 indagati (tra cui un ex componente del gabinetto in Regione Campania dell’allora governatore Vincenzo De Luca, estraneo quest’ultimo alle indagini). Sono accusati di aver diviso con Santamaria alcune tangenti. Ed è indagato per lo stesso motivo anche il presidente del consiglio comunale di Benevento, il mastelliano Renato Parente. Più qualche sindaco di piccoli comuni del beneventano che avrebbero pagato Santamaria in cambio dell’assunzione di alcuni loro elettori. Cosa che avrebbe fatto anche un dipendente del Comune di Benevento per far assumere la figlia.
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