Tajani sommerso dalle critiche per le frasi sessiste sulle donne “affidabili”: “Non volevo offendere”. Anche Appendino posta foto in minigonna
- Postato il 21 settembre 2026
- Diritti
- Di Il Fatto Quotidiano
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Dopo le frasi sessiste su una presunta correlazione tra la lunghezza della gonna di una donna e la sua affidabilità, il ministro degli Esteri Antonio Tajani è stato sommerso dalle critiche. E non solo dal mondo progressista. La polemica si è allargata a tal punto che è stato costretto a un mezzo passo indietro. “Mi scuso”, ha esordito a margine dell’Assemblea Onu a New York, “se delle persone si sono sentite offese da quello che ho detto, ma io non ho mai pensato di offendere le donne, non l’ho mai fatto in vita mia né nella vita privata né nella vita pubblica”. Scuse a metà che però non contempleano nessuna rettifica del discorso pronunciato nel weekend, quando ha affermato: “Meglio sposare una donna meno appariscente”. A sua discolpa, Tajani ha invece detto: “Faccio un esempio per tutti, proprio a difesa del diritto delle donne ho nominato e ho voluto nominare ambasciatore in Iran e ambasciatore in Afghanistan due donne proprio per dare un segnale molto chiaro che in tutto il mondo non si possono calpestare i diritti delle donne questo è un esempio ne potrei fare altri 100″. Un tentativo di giustificarsi che però, sminuisce il ruolo delle due diplomatiche che, a detta del ministro, sarebbero state scelte principalmente sulla base del loro sesso e non per le competenze.
Le frasi del ministro non sono passate inascoltate. E hanno provocato una marea di critiche e polemiche, in rete e non solo. Mentre decine di donne hanno deciso di condividere sui social la propria foto con una gonna corta in segno di protesta, a loro si è unita anche la deputata M5s Chiara Appendino: “Tajani, non sono una donna affidabile? Non sono una brava madre di famiglia?”, ha scritto allegando un suo scatto con gonna corta. “Nel 2026 non possiamo sentire ancora un ministro della Repubblica spiegarci che sia meglio sposare una donna meno appariscente e con la gonna più lunga. La nostra affidabilità non si misura in centimetri di stoffa. Usciamo dal Medioevo”.
Per la co-portavoce di Europa Verde e Avs Fiorella Zabatta, Tajani ci riporta indietro di millenni: “Da studiosa di diritto romano riconosco la fonte: è il pater familias che sceglie la moglie al figlio”, ha dichiarato. “Da mesi chiediamo una banca dati istituzionale sui femminicidi e dal governo arriva, invece, il metro da sarta. Prima di misurare gli orli alle donne vive, contino quelle uccise” ha chiuso Zabatta, che continua la contestazione delle parole del ministro cambiando focus: “La maggioranza con la legge elettorale cancella l’equilibrio di genere tra i capilista: le donne le preferisce ‘affidabili’, cioè a casa”. Ha protestato anche Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva – Casa Riformista, che ha messo in parallelo la promessa di Giorgia Meloni di vietare l’uso di burqua e niqab nelle scuole: “Altro che divieto di Burqa, ci manca solo che Tajani proponga un decreto per la gonna lunga obbligatoria”.
E le contestazioni non sono arrivate solo dalle opposizioni, ma anche dagli alleati di governo: “Ho messo la gonna oggi. Forse non piacerà a qualche islamico, e magari non piacerà neanche a Tajani” ha detto solo ieri l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi, dal palco di Pontida, chiamando in causa anche Silvio Berlusconi e sostenendo che si sarebbe sicuramente dissociato dalle parole del suo successore.
L’associazione Telefono Rosa di Torino, che da anni è al fianco delle donne vittime di violenze e maltrattamenti, ha contestato non solo il contenuto delle frasi, ma soprattutto il quadro culturale che evocano. “È inaccettabile che sopravviva ancora l’idea che si possa decidere come una donna debba apparire, vestirsi, comportarsi e quale ruolo debba avere nella famiglia”, ha scritto in una nota l’associazione. “Perché è anche così che si alimenta il controllo sulle donne: attraverso il giudizio sul loro corpo, sui loro comportamenti, sulle loro scelte”.
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