Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Svenduti alle popstar e infangati dai tabloid: la Sicilia non è il parco giochi di nessuno

  • Postato il 7 giugno 2026
  • Editoriale
  • Di Paese Italia Press
  • 0 Visualizzazioni
  • 2 min di lettura
Svenduti alle popstar e infangati dai tabloid: la Sicilia non è il parco giochi di nessuno

di Domenica Puleio

Ci hanno preso per un villaggio vacanze. Anzi, peggio: per una riserva indiana da affittare un fine settimana per i capricci di una popstar da copertina e poi insultare il lunedì mattina sui tabloid. Il matrimonio da un milione e mezzo di euro di Dua Lipa tra Palermo e Bagheria non è una grande occasione di visibilità, è lo specchio deformante di un’isola che si svende al miglior offerente e si fa calpestare la dignità senza nemmeno alzare la testa.

Strade sbarrate, piazze storiche sequestrate e recintate, bodyguard che trattano i residenti come intrusi a casa loro e contratti di riservatezza blindati con penali da capogiro per schiacciare i lavoratori locali. Questa è la realtà dietro le foto patinate su Instagram. Abbiamo trasformato la nostra storia, le nostre dimore settecentesche e la nostra identità in un fondale di cartone per far divertire i ricchi del mondo, convinti che basti qualche manciata di euro per comprare il diritto di espropriare una comunità dei propri spazi. Ma lo schiaffo vero, quello che fa salire il sangue agli occhi, è arrivato puntuale da Londra.

I tabloid britannici, dal Telegraph al Sun, non hanno visto la bellezza dei nostri monumenti o la cultura millenaria di questa terra. No, per loro siamo rimasti fermi ai “covi della mafia”, al “triangolo della morte” e alle battute becere da serie tv americana. È il solito, vomitevole riflesso condizionato di chi si siede in cattedra a guardare il Sud del mondo con la superiorità morale di chi si crede civile. Per questa gente la Sicilia esiste solo come brivido esotico del folklore criminale. Vengono qui, si abbuffano dei nostri piatti, usano i nostri palazzi per darsi un tono e poi ci buttano addosso il fango dello stereotipo più logoro, calpestando i decenni di riscatto e il sangue versato per liberarci della piaga mafiosa.

La colpa, però, è soprattutto nostra. È di chi permette che le nostre città diventino parchi giochi privati per influencer, accettando in silenzio l’umiliazione di essere trattati come una colonia estiva. Finché continueremo a stendere tappeti rossi a chi ci guarda dall’alto in basso, finché accetteremo le briciole dei miliardari in cambio della nostra dignità, non potremo stupirci se l’Europa continuerà a vederci con la coppola in testa. La Sicilia non è in vendita, e sarebbe l’ora che qualcuno iniziasse a ricordarlo a questi colonizzatori del fine settimana.

@Riproduzione riservata

Foto di Azor88 via Wikipedia / Licenza CC BY-SA 4.0 – Di Davide Mauro – Opera propria, CC BY-SA 4.0

L'articolo Svenduti alle popstar e infangati dai tabloid: la Sicilia non è il parco giochi di nessuno proviene da Paese Italia Press.

Autore
Paese Italia Press

Potrebbero anche piacerti