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Svaligiavano Compro Oro e banche con divaricatore idraulico rubato ai vigili del fuoco, fuggono lasciando cassaforti e refurtiva

  • Postato il 7 giugno 2026
  • Cronaca
  • Di Quotidiano Piemontese
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  • 3 min di lettura
Svaligiavano Compro Oro e banche con divaricatore idraulico rubato ai vigili del fuoco, fuggono lasciando cassaforti e refurtiva

MAPPANO – Li hanno sorpresi sul più bello, mentre con un flessibile stavano cercando di aprire l’ultima cassaforte appena rubata. Ma quando i carabinieri sono arrivati, la banda è fuggita nella notte, abbandonando tutto ai margini di uno specchio d’acqua nella zona del laghetto di Mappano.

È questo l’epilogo dell’ultimo intervento dei militari del nucleo radiomobile di Torino e Venaria, che nelle scorse ore hanno interrotto quello che sembra essere stato l’ennesimo colpo di una serie di razzie messe a segno nella periferia nord del capoluogo piemontese.

Secondo quanto ricostruito, i ladri – almeno quattro o cinque persone, forse di più – erano intenti a tagliare l’acciaio di una cassaforte sottratta mezz’ora prima in un Compro Oro all’angolo tra via Pietro Cossa e via Carrera. Alla vista delle pattuglie, si sono dati alla fuga tra i prati circostanti, lasciando dietro di sé non solo il forziere con gioielli per decine di migliaia di euro, ma anche parte del bottino di altri colpi.

Tra il materiale abbandonato dai malviventi sono stati ritrovati una colonnina per il pagamento del carburante, probabilmente rubata nei giorni precedenti in un’area di servizio di via Santa Cristina a Borgaro, oltre ad alcuni bancomat e un’ulteriore cassaforte.

Una scia di colpi nella periferia nord

Il ritrovamento riporta alla luce una serie di furti che, secondo gli inquirenti, potrebbero essere collegati tra loro. Negli ultimi mesi, infatti, si sono registrati diversi raid nella stessa area: dai colpi agli OroCash di via Lanzo, sempre a Borgaro, fino al furto avvenuto nella notte del 15 maggio a Settimo Torinese.

In quell’occasione, un gruppo composto da otto persone, a bordo di auto e furgoni rubati, aveva sottratto la cassaforte di un punto vendita Mondo Convenienza nella zona industriale di via Umberto Giordano. Durante la fuga, inseguiti dalle forze dell’ordine, i malviventi avevano persino scaricato sull’asfalto il contenuto di un estintore per creare una nube artificiale e far perdere le proprie tracce. Anche quel forziere, contenente circa 100 mila euro, era stato poi ritrovato sventrato nei pressi del lago della Falchera.

Un modus operandi preciso e attrezzature rubate

Per gli investigatori, il quadro è sempre più chiaro: i colpi potrebbero essere opera della stessa banda, organizzata e con una conoscenza approfondita della zona.

Il gruppo utilizzerebbe furgoni per sfondare serrande, sradicare casseforti e smurare bancomat, in un modus operandi diverso da quello della cosiddetta “banda della marmotta”, nota per l’utilizzo di esplosivi contro gli sportelli automatici e già in parte smantellata da un’operazione dei carabinieri.

Particolarmente significativo è anche il tipo di strumenti impiegati nell’ultimo colpo: per aprire la cassaforte del Compro Oro di via Pietro Cossa, i ladri avrebbero utilizzato un divaricatore idraulico rubato il giorno precedente dalla sede dei vigili del fuoco di corso Regina Margherita. Un’attrezzatura pensata per interventi di soccorso in incidenti stradali, usata invece per forzare metalli e strutture blindate.

Indagini in corso e banda “di zona”

Le indagini proseguono ora attraverso l’analisi dei filmati delle diverse azioni criminali. Gli investigatori ritengono che i componenti della banda non provengano da fuori regione, ma abbiano invece una conoscenza capillare della viabilità della periferia torinese, elemento che avrebbe facilitato fughe rapide e colpi mirati.

Intanto, l’ultimo intervento dei carabinieri ha permesso di recuperare parte della refurtiva e di mettere insieme ulteriori elementi utili a ricostruire la rete dei furti che, da settimane, sta colpendo la zona nord di Torino.

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Quotidiano Piemontese

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