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Sul mercato la Juventus sta sbagliando, la priorità di Spalletti è un'altra: basta guardare le sue ultime stagioni in Serie A per capirlo

  • Postato il 9 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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Sul mercato la Juventus sta sbagliando, la priorità di Spalletti è un'altra: basta guardare le sue ultime stagioni in Serie A per capirlo

Uomini forti, destini forti. Ma un uomo il proprio destino lo costruisce e nel caso di Luciano Spalletti per riuscire a farlo è determinante avere a disposizione un regista. Le precedenti esperienze del vate di Certaldo lo dicono chiaramente: la presenza di una mente pensante a metà campo è fondamentale. Così, mentre la Juventus si affanna nella ricerca di un attaccante e di un portiere, guardando al passato del suo allenatore, viene da chiedersi: perché non è stata individuata la massima priorità al reparto nevralgico del campo?

Lobotka, il modello perfetto

Stanislav Lobotka è stato l’ultimo esempio. Luciano Spalletti rivorrebbe lo slovacco anche alla Juventus, pur sapendo che strapparlo dalle grinfie di Aurelio De Laurentiis è una mission praticamente impossible. Quando l’allenatore toscano arrivò al Napoli, il 31enne di Trencin era un oggetto misterioso. Rino Gattuso non ne aveva intuito le reali potenzialità e, per la verità, il giocatore appariva anche in sovrappeso. Con l’avvento di Spalletti, poi, Lobo è diventato il regista oggi da tutti ammirato, fulcro del gioco degli azzurri e per certi versi vero elemento indispensabile della formazione partenopea.

Da Pizarro alla Roma dei record

Che poi, la storia del regista non è una novità ripercorrendo a ritroso la carriera di Luciano Spalletti. Il caso più eclatante è David Pizarro, che il tecnico di Certaldo ha avuto alle sue dipendenze sia a Udine che a Roma. Il cileno è sbocciato anche grazie al prezioso lavoro svolto dall’allenatore che lo ha messo al centro del progetto sia in Friuli che successivamente nella capitale. Proprio in quest’ultima esperienza, abbiamo visto una delle squadre più belle del calcio italiano dell’ultimo ventennio. In termini di coppe, è stato probabilmente raccolto poco – di fronte c’era l’Inter di Mourinho – ma dal punto di vista dello spettacolo gli esteti hanno avuto pane per i loro denti.

Lo Zenit di Shirokov e Witsel

Datemi un regista e vi solleverò il mondo. Luciano Spalletti non ha cominciato a vincere a Napoli. Noi italiani, per certi versi, siamo un po’ autoreferenziali però gli scudetti conquistati in Russia non hanno meno peso. Anche perché, nel caso del condottiero toscano, aveva dovuto raccogliere l’eredità non semplice di Dick Advocaat prendendo in mano un gruppo modificato nell’anima e nello spirito rispetto a quello precedente. Ebbene, anche qui tutto nasce grazie a un centrocampo che funziona. La mente era Roman Shirokov al quale fu poi affiancato un giocatore più muscolare ma comunque tecnicamente ben dotato come Axel Witsel.

Brozovic, l’intuizione che cambiò l’Inter

Tra le numerose esperienze di Spalletti non possiamo infine dimenticare l’Inter. Perché può capitare che il regista in casa tu non ce l’abbia e allora debba lavorare di fantasia. In quel caso la soluzione fu Marcelo Brozovic che l’ex allenatore nerazzurro piazzò davanti alla difesa come fulcro della manovra. Un esperimento per la verità decisamente ben riuscito del quale beneficiò successivamente anche Antonio Conte e che consentì all’Inter di incassare 18 milioni di euro da un giocatore che in precedenza veniva considerato poco utile alla causa e un talento sostanzialmente inespresso.

La Juventus e il regista che manca

Tutto questo per dire cosa? Che la Juventus un uomo da mettere davanti alla difesa, in grado di organizzare la manovra non ce l’ha. Anche per questo, Spalletti ha insistito a lungo su Locatelli che però ha caratteristiche precise che non si sposano con l’idea di calcio dell’allenatore. Vere alternative non ce ne sono: una possibilità è tentare la mossa della disperazione rilanciando Douglas Luiz che viene da due stagioni profondamente deludenti. Altrimenti non resta che il mercato da sondare per regalare al mister il rinforzo necessario per fare dei bianconeri una vera squadra di Spalletti. Tra un Sorloth e un Dibu Martinez, sarebbe il caso che la dirigenza iniziasse concretamente a pensare a come migliorare il reparto mediano. Di nomi in giro non ce ne sono molti e forse l’algoritmo di Comolli potrebbe non aiutare: l’occhio attento di un buon dirigente che osserva da vicino, studia e vede sarebbe sicuramente meglio.

Autore
Virgilio.it

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