Strongoli, sorveglianza speciale revocata dopo 30 anni a Castiglione
- Postato il 16 giugno 2026
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Il Quotidiano del Sud
Strongoli, sorveglianza speciale revocata dopo 30 anni a Castiglione
Dopo tre decenni fine della sorveglianza speciale per Salvatore Castiglione, esponente dell’omonima famiglia mafiosa di Strongoli
STRONGOLI – Dopo quasi 30 anni, il Tribunale di Crotone revoca la sorveglianza speciale per Salvatore Castiglione, esponente dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta. Il collegio presieduto da Edoardo D’Ambrosio (relatore Vincenzo Corvino) ha sancito la chiusura definitiva di una vicenda giudiziaria iniziata nel 1997 con l’applicazione della misura di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. La decisione, in accoglimento delle richieste degli avvocati Giuseppina Gangi e Francesco Sirianni, poggia su una valutazione del mutamento della personalità di Castiglione e sull’assenza di “attualità della pericolosità”.
Dai fatti di sangue all’evasione dal carcere
Condannato in via definitiva per il tentato omicidio di Salvatore Giglio, commesso nel 1989 nell’ambito dello scontro tra gruppi criminali operanti a Strongoli, Castiglione ha scontato anche una condanna per associazione mafiosa inflittagli nello storico processo Eclissi e una pena per un delitto commesso in Puglia. Evaso dal carcere di Ariano Irpino (sezione di alta sicurezza) mentre espiava le pene, Castiglione è fratello di Giuseppe, scomparso nel nulla nel 2000 e ritenuto vittima di lupara bianca. Dopo ben 34 anni di detenzione, intervallati da un solo anno di effettiva applicazione della misura tra il 2006 e il 2007, il quadro, secondo i giudici, è mutato radicalmente. Il Tribunale ha dato atto del percorso di risocializzazione intrapreso da Castiglione all’interno degli istituti penitenziari, evidenziando il costante rispetto delle regole, la concessione di permessi premio e l’avvio di attività lavorative, tra cui quella svolta presso la “Confederazione italiana agricoltori Calabria”.
Superare la logica delle presunzioni
Il decreto sottolinea l’importanza di superare le logiche presuntive. In un passaggio chiave, il Tribunale rileva che l’enorme lasso di tempo decorso dall’applicazione della misura, unito al positivo esito del trattamento penitenziario, rende la sorveglianza speciale priva di giustificazione attuale. Le note informative delle forze dell’ordine, pur segnalando sporadici contatti con ambienti criminali, non sono state ritenute in grado di circostanziare alcun nuovo coinvolgimento in contesti mafiosi, venendo considerate, al contrario, come incontri del tutto casuali o privi di rilievo probatorio.
La conclusione di un capitolo
Il Collegio ha concluso che, alla luce della giurisprudenza costituzionale, non vi è più traccia di quella pericolosità sociale che nel 1997 aveva portato all’adozione del provvedimento originario. Fine definitiva, dunque, di un obbligo che, a distanza di 34 anni, non avrebbe più alcuna funzione rieducativa o preventiva da assolvere. E piena libertà per Castiglione. Per i giudici sono lontani gli anni di piombo. Parliamo di una settantina di fatti di sangue nel giro di un trentennio, con un picco negli anni a cavallo tra gli Ottanta e i Novanta. Omicidi, tentati omicidi, perfino una strage.
Il Quotidiano del Sud.
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