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Stella, Osa e Pai: “A Sant’Umberto i cacciatori omaggiano il loro santo protettore. Speriamo qualcuno di loro cambi prospettiva sulla natura”

  • Postato il 13 settembre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Stella, Osa e Pai: “A Sant’Umberto i cacciatori omaggiano il loro santo protettore. Speriamo qualcuno di loro cambi prospettiva sulla natura”

Stella. “Sempre meno numerosi e più anziani, i cacciatori savonesi si riuniranno oggi presso la chiesetta di Sant’Uberto, a Giovo Ligure (Stella), per ‘omaggiare il loro santo protettore’, come recita il manifesto d’invito, nel quale si precisa che parteciperanno anche ‘rappresentanti istituzionali'”. Così il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) che si chiedono “quale sia il significato della presenza delle istituzioni a una manifestazione che celebra un’attività venatoria che, oltre a provocare ogni anno la morte di migliaia di animali selvatici, continua a essere associata anche a incidenti, ferimenti e vittime umane”.

Pai e Psa si augurano che “oltre a chiedere al santo protettore ‘buone cacce’ e buona salute, qualcuno trovi il tempo per rivolgere un pensiero anche a chi nei boschi ci va per camminare, cercare funghi, fotografare la natura o semplicemente vivere il territorio senza un fucile in mano. Lascia inoltre perplessi che un luogo di culto scelga di aprire le proprie porte a una celebrazione legata a un’attività il cui risultato concreto è l’uccisione programmata di animali selvatici, una scelta che appare inconciliabile con un messaggio di rispetto per la vita e per il creato”.

“La presenza dei ‘rappresentanti istituzionali’ non è un dettaglio e fa diventare l’iniziativa una forma di propaganda politica, una politica che sceglie ancora una volta di mostrarsi accanto a una categoria organizzata e di consolidare un rapporto con essa. Ma il territorio appartiene alla collettività, non a una categoria. E la fauna selvatica non è un bersaglio politico”.

PAI ed OSA sperano infine che “tra i partecipanti ci sia anche qualcuno disposto a compiere il percorso che fece Sant’Uberto secondo la tradizione: cambiare sguardo sulla natura. E magari, con l’aiuto di San Francesco, comprendere che per vivere il bosco non è necessario sparare, basta una macchina fotografica”.

Autore
Il Vostro Giornale

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