Stefania Corna morta a 35 anni, il marito distrutto, il cuore di Maurizia Cacciatori, lacrime da nord a sud
- Postato il 8 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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L’incredulità, lo sgomento. E un dolore terribile. Ci sono notizie che provocano angoscia soltanto a pensarle, figuriamoci quando si materializzano in tutta la loro tremenda realtà. Quando le persone che conoscevano Stefania Corna hanno appreso della prematura scomparsa dell’ex talento della Nazionale di volley, stroncata da un tumore a soli 35 anni, hanno provato le stesse emozioni fortissime. Amici, parenti, conoscenti, la grande famiglia della pallavolo: tutti uniti nel dolore per la sconvolgente morte dell’atleta, dell’amica, della “Proff”, come si faceva scherzosamente chiamare da quando aveva smesso i panni della giocatrice e vestito quelli dell’insegnante d’inglese.
- Morte Stefania Corna, il dolore del marito Ale Rizo
- Micelli e Mencarelli tra i primi coach di Corna
- Volley, il cuoricino straziato di Maurizia Cacciatori
- Da Bergamo a Maglie, l'ultimo saluto a Stefania Corna
Morte Stefania Corna, il dolore del marito Ale Rizo
Il più sconvolto di tutti, naturalmente, è il marito Alejandro Rizo Gonzalez, per tutti “Ale Rizo”, il campione cubano che Stefania aveva incrociato sui campi di volley e che aveva sposato. L’immagine di una fiammella a lutto e di un cuore spezzato sono il ricordo affidato ai social da parte di un uomo che ha perso la sua compagna di vita, di sogni, di passioni. Sembrava aver vinto la sua partita più importante, Stefania, anche grazie al suo sostegno. E invece la malattia, terribile e spietata, s’è presentata di nuovo, ancor più agguerrita e avvelenata di prima. Portando via un altro pallavolista. Qualche mese fa, a stretto giro di posta, se n’erano andati Michela Monari e Alexei Argilagos.

Micelli e Mencarelli tra i primi coach di Corna
Pesaro, nel 2024, era stata l’ultima tappa della lunga carriera di Stefania Corna. Aveva iniziato prestissimo, a 14 anni era andata via di casa, a Bergamo, per seguire la sua passione. E aveva compiuto un percorso particolare: da centrale a palleggiatrice. “Non è mai stata piccola, era già alta e matura quando si allenava con la prima squadra. Ma alla fine era una ragazzina”, racconta alla Gazzetta dello Sport Lorenzo Micelli, oggi CT della Svezia e tecnico del Besiktas, uno dei primi allenatori di Stefania. Un altro, in Nazionale giovanile, è stato Marco Mencarelli. “A colpire era la qualità delle mani: è stata l’elemento che suggerì a diversi allenatori, compresi me e Marco Bonitta, che fosse opportuno cambiare ruolo e passare da centrale a palleggiatrice”.
Volley, il cuoricino straziato di Maurizia Cacciatori
Una gigante dal cuore buono, Stefania. E un cuore, un cuoricino rosso, è l’immagine scelta da una sua ex compagna di squadra, Maurizia Cacciatori, per salutarla su Instagram. Il cuore che aveva portato Corna a diventare la “Proff” e a rivolgersi soprattutto ai più piccoli, ai bambini, nelle sue lezioni dispensate anche sui social. Consigli utili per imparare l’inglese. Consigli che dava anche in campo alle compagne. Tantissime quelle che l’hanno salutata e celebrata dopo aver avuto notizia della sua morte. Al pari naturalmente della Federvolley, la Lega Volley femminile, Scandicci e altre squadre in cui aveva militato.
Da Bergamo a Maglie, l’ultimo saluto a Stefania Corna
Tra tante testimonianze c’è quella di Valentina Russo, compagna di Stefania Corna nel 2016-17 a Maglie, in B1, pure lei protagonista in passato di una coraggiosa battaglia. “Ci sono persone che incontri sul campo e impari a conoscere per la loro forza, la loro tecnica… Chi ha avuto modo di conoscerti come avversaria ha potuto ammirare le tue straordinarie doti fisiche, la tua grinta e quella determinazione che ti permetteva di non arrenderti mai. Ma chi ha avuto il privilegio di essere tua amica ha conosciuto qualcosa di ancora più prezioso: la tua anima“.
“Ha avuto l’onore di scoprire la persona meravigliosa che si nascondeva dietro quella forza, il tuo cuore, la tua sensibilità, il tuo modo unico di esserci per gli altri. Oggi il dolore è troppo grande, ma lo è anche la gratitudine per averti incontrata e per aver condiviso con te un pezzo di questo viaggio misterioso chiamato vita. Buon viaggio Amica mia. Promettimi che resterai sempre al mio fianco, spalla a spalla!“.