Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

“Stavo pulendo la terrazza, così presi l’hantavirus. I dolori? Non resta che sperare di sopravvivere”: il racconto di Ralph Hasenhuttl

  • Postato il 11 maggio 2026
  • Calcio
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
“Stavo pulendo la terrazza, così presi l’hantavirus. I dolori? Non resta che sperare di sopravvivere”: il racconto di Ralph Hasenhuttl

“Ogni giorno mi chiedevo se ce l’avrei fatta“. Oggi tutto il mondo parla dell’hantavirus, dopo il focolaio esploso sulla nave da crociera MV Hondius, con tre morti e numerosi casi sospetti registrati dopo l’evacuazione a Tenerife. Ma 14 anni fa, l’infezione che colpì Ralph Hasenhuttl era sconosciuta al grande pubblico. Il tecnico austriaco ha deciso di raccontare a quattordici anni di distanza quando contrasse l’hantavirus mentre allenava l’Aalen, nel 2012. Una testimonianza drammatica, seppur con un lieto fine.

L’allenatore austriaco, oggi 58enne, ha spiegato di aver probabilmente contratto l’infezione durante una semplice attività domestica. “Stavo pulendo la terrazza senza mascherina e credo di aver inalato la polvere. Ci vogliono circa due o tre settimane prima che l’infezione si manifesti e compaiano i sintomi”, ha raccontato in un’intervista al Mirror. L’hantavirus può trasmettersi attraverso l’inalazione di particelle contaminate da urina, saliva o escrementi di roditori infetti.

In un primo momento Hasenhuttl pensò a un normale affaticamento dopo un giro in mountain bike, ma nel giro di poche ore la situazione precipitò. “Sono andato a letto ed è stato allora che è iniziato il mal di testa. Sentivo come se avessi un ago in testa. Poi ho iniziato ad avvertire un forte mal di schiena. Era come se avessi un coltello nella schiena”, ha ricordato. I sintomi peggiorarono rapidamente, fino a rendere difficili anche le azioni più semplici. “Alzarmi dal letto era uno sforzo enorme, respirare mi sembrava impossibile. Avevo dolori dappertutto, un senso di stanchezza che non avevo mai provato prima”. Gli esami rivelarono che il virus stava causando un rapido ingrossamento di fegato e reni e l’allenatore fu ricoverato per due settimane in terapia intensiva.

Hasenhuttl ha ammesso di aver temuto seriamente per la propria vita. “Non esisteva una cura per l’hantavirus e sapevo che il rischio era serio”. Durante il ricovero viveva momenti di forte angoscia: “Sono stato via per così tanto tempo e non sapevo quando sarei tornato. Il battito cardiaco era così intenso che mi svegliavo, sentivo un tonfo nel petto. Bisogna aspettare che il corpo produca anticorpi e poi sperare di sopravvivere. Non restava che aspettare”. Nonostante la paura, cercò di reagire mentalmente. “Cercavo di allontanare i pensieri negativi perché mi sentivo giovane, sano e forte. Pensavo: ‘Perché dovrei morire per un virus?’”.

Chi è Ralph Hasenhuttl

Nato a Graz nel 1967, Ralph Hasenhuttl è stato prima calciatore e poi allenatore. Da tecnico si è fatto conoscere guidando l’Aalen dalla terza alla seconda divisione tedesca, per poi arrivare al RB Lipsia, con cui conquistò una storica qualificazione in Champions League. Successivamente ha allenato il Southampton in Premier League e il Wolfsburg, club da cui è stato esonerato nell’estate del 2025. L’esperienza dell’hantavirus, come ha spiegato lui stesso, lo ha segnato profondamente: “È qualcosa che ti cambia. Ti fa capire quanto anche le azioni più semplici possano avere conseguenze inaspettate”.

L'articolo “Stavo pulendo la terrazza, così presi l’hantavirus. I dolori? Non resta che sperare di sopravvivere”: il racconto di Ralph Hasenhuttl proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti