Stato d'emergenza? Fico dice "no" e affonda la Campania: cosa c'è dietro
- Postato il 3 settembre 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Stato d'emergenza? Fico dice "no" e affonda la Campania: cosa c'è dietro
Il no di Roberto Fico allo stato di emergenza per il terremoto nei Campi Flegrei può costare ai napoletani 100 milioni di euro. I soldi ci sono: li ha stanziati il governo con il decreto-legge 144 del 2026. Ma tra una cifra scritta sulla carta e una casa riparata c’è una macchina amministrativa fatta di domande, sopralluoghi, delibere e istruttorie. Lo stato d’emergenza servirebbe proprio ad accorciare questa strada. Fico, invece, ha deciso di aspettare. È su questo punto che il centrodestra campano è tornato all’attacco. Appena ieri, Gennaro Sangiuliano, capo dell’opposizione in Consiglio regionale, ha incontrato a Roma il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci insieme ai capigruppo di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Conservatori. Sul tavolo: abitazioni, ristori, imprese in difficoltà, sospensione di mutui e tributi. E soprattutto quei 100 milioni da trasformare in aiuti concreti.
A dare la misura dell’urgenza sono i numeri. Il terremoto è arrivato il 31 luglio alle 19.46 con una magnitudo di 4,7 gradi e un ipocentro ad appena 2,6 chilometri di profondità. È stato uno degli eventi più forti registrati nella zona. Poi sono arrivate oltre 200 scosse minori. Il bilancio delle prime 72 ore contava 26 feriti, cinque ricoverati e due inizialmente classificati in codice rosso. Nessuna vittima, per fortuna.
Il conto delle case evacuate, invece, continua a salire. Il 1° agosto risultavano inagibili otto edifici e cinque attività commerciali. Le famiglie sgomberate erano 150. Tre giorni dopo gli edifici erano già 57, le abitazioni 395 e gli sfollati più di settecento. Il 22 agosto si contavano 215 fabbricati inagibili, 1.085 unità abitative coinvolte e 3.734 persone allontanate. Ad oggi, nella sola Pozzuoli, i cittadini fuori casa sono 4.217. In 3.392 hanno chiesto il contributo per l’autonoma sistemazione, 112 sono finiti negli alberghi e 50 nel Palatrincone. Altri 663 non hanno domandato assistenza. Soltanto 59 nuclei hanno potuto rimettere piede nelle proprie abitazioni. “La situazione è drammatica perché 4.000 sfollati sono tanti e perdere la casa è una vera e propria tragedia”, ha detto Sangiuliano.
Davanti a questi dati, il 27 agosto il Consiglio regionale ha respinto la risoluzione dell'opposizione che chiedeva a Fico di sollecitare formalmente lo stato d’emergenza. Il voto è stato espresso dalla maggioranza rossa che sostiene il governatore grillino.
“Il centrodestra ha preso una posizione chiara. Noi abbiamo chiesto lo stato di emergenza perché riteniamo che sia in questa fase lo strumento più utile e concreto per soddisfare questi bisogni”, ha aggiunto Sangiuliano. E non si tratta di cavilli da giuristi. Con lo stato d’emergenza il governo può adottare ordinanze in deroga, velocizzare gli interventi, nominare un commissario delegato e mettere sotto un’unica regia la ricognizione dei danni. Diventa più semplice muoversi su edifici, strade, servizi e attività produttive. Si apre anche il percorso ordinario verso lo stato di ricostruzione previsto dalla legge 40 del 2025. Il punto, insiste Sangiuliano, è la velocità: “Ci consentirebbe di spendere rapidamente quei 100 milioni di euro che il governo Meloni ha messo a disposizione rispetto a un solo milione di euro stanziato dalla giunta regionale”.
Il riferimento è al primo intervento della Campania. La Regione ha poi aggiunto altri 7 milioni per la protezione civile, l’assistenza alla popolazione e il sostegno alle imprese. Il confronto resta sproporzionato: otto milioni regionali contro cento milioni statali. Eppure saranno i Comuni a dover fissare le scadenze, ricevere le richieste, controllare i requisiti e concludere le istruttorie entro sessanta giorni. Se la macchina rallenta, rallentano anche i soldi. Perché il Pd e il M5s hanno così paura di chiedere lo stato di emergenza che, peraltro, Veneto e Lombardia hanno già attivato nelle scorse settimane per i temporali di inizio agosto? La risposta ufficiale è che Fico punta su una legge speciale, che pure sarebbe compatibile con lo stato d’emergenza. Il problema è il calendario: quella legge deve ancora essere scritta, discussa, finanziata e approvata. Il decreto, al contrario, è già arrivato. “Devo dire che Fico ha riconosciuto che il decreto è stato fatto subito dal governo Meloni. In altri casi si erano dovuti attendere fino a 50 giorni per avere un decreto con uno stanziamento”, ha ricordato il capo dell'opposizione. E c'è già qualcuno, nei corridoi del consiglio regionale, che lega la mancata richiesta dello stato d'emergenza alla prossima campagna elettorale in vista delle politiche. “Mica vogliamo regalare questo vantaggio al centrodestra?”, avrebbe confidato un alto esponente del Pd ad alcuni amici. Questione di priorità.
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