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Starship in orbita: i retroscena della missione

  • Postato il 29 settembre 2026
  • Di Focus.it
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  • 4 min di lettura
In sintesi

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Starship in orbita: i retroscena della missione
Il 28 settembre 2026 è una data che SpaceX segnerà sul calendario. Dopo tredici voli di prova tutti suborbitali, il Super Heavy-Starship, il razzo più potente mai costruito, è entrato in orbita terrestre. Lo ha fatto in un modo che ha dato alla missione anche un valore commerciale, perché a bordo non c'erano simulatori ma satelliti veri.. Un decollo spettacolare, poi un imprevisto I 33 motori Raptor del booster (così viene chiamato il primo stadio del razzo, il secondo è la Ship vera e propria) si sono accesi alle 14:49 ora italiana a Starbase, sulla costa texana del Golfo del Messico, spingendo verso il cielo un colosso di oltre 120 metri. Durante la salita uno dei sei motori dello stadio superiore si è spento. Per qualche minuto non era chiaro se la missione sarebbe proseguita verso l'orbita. Davvero momenti concitati e un po' confusi.. SpaceX infatti, aveva dapprima annunciato che non si sarebbe impegnata a raggiungerla, poi ha cambiato decisione dopo pochi minuti e ha completato la manovra orbitale. Il gruppo di controllo di volo ha analizzato la telemetria e ha concluso che la navicella era per il resto in buone condizioni. Un'ultima accensione con un singolo motore Raptor ha completato l'inserimento, circa 26 minuti dopo il decollo.. Il booster torna in mare, con qualche affanno Il Super Heavy si è poi separato dalla grande nave spaziale, si è capovolto, ha riacceso i motori per tornare verso la costa e si è avvicinato al Golfo per un ammaraggio controllato. Anche qui un motore si è spento prima del previsto durante la manovra di ritorno. Il portavoce di SpaceX Dan Huot ha comunque descritto l'impatto come un ammaraggio piuttosto morbido. Nelle due missioni precedenti il booster era finito in mare con un impatto violento, quindi il progresso è evidente.. 26 satelliti in orbita: la prima missione che genera ricavi Una volta in orbita, Starship ha rilasciato i satelliti Starlink di terza generazione, uno alla volta, a un'altitudine di circa 269 chilometri. Huot ha spiegato che SpaceX ha stabilito il contatto con ciascuno dei satelliti. Elon Musk ha scritto su X che tutti e 26 erano stati dispiegati e funzionavano regolarmente. La novità è anche economica. Nei voli precedenti erano stati lanciati simulatori oppure satelliti destinati a bruciare nell'atmosfera, mentre stavolta i satelliti entrano in servizio nella costellazione. È quindi la prima missione Starship che genera ricavi per SpaceX, il cui settore internet satellitare è la principale fonte di entrate. Secondo la sintesi di Dealroom, gli analisti citati da Reuters stimano che questo lancio valga centinaia di milioni di dollari di ricavi aggiuntivi da Starlink. Si ricorda che gran parte del valore di mercato di SpaceX, circa 2.000 miliardi di dollari a tre mesi dalla quotazione di giugno, poggia sul successo di Starship.. Rientro anticipato e fine tra le fiamme Il piano prevedeva sei orbite con ammaraggio al largo del Cile, intorno alle 00:40 di oggi 29 settembre. Con i satelliti in viaggio, i responsabili hanno preferito chiudere in anticipo: la missione è finita con tre ore di anticipo rispetto ai programmi, per una durata complessiva di circa tre ore dal lancio. E questo per impedire che si potessero presentare nuovi problemi o per motivi che non sono stati rilasciati ufficialmente. Come nei voli precedenti, Starship è rientrata con la pancia in avanti, avvolta da una palla di plasma, governandosi con le alette. Vicino all'oceano tre motori Raptor si sono riaccesi e la navicella si è raddrizzata, ammarando alle 17:57 nel Pacifico, a nord delle Hawaii. Poi si è rovesciata ed è esplosa per i propellenti residui. SpaceX ha precisato che Starship non è progettata per ammarare e che l'esplosione non indica un fallimento.. Lo sguardo sulla Luna Il successo arriva in un momento delicato per il programma Artemis. Starship dovrà fare da lander lunare: SpaceX prevede fino a 15 navi cisterna per rifornire il modulo, alto circa 50 metri, in orbita prima della partenza verso la Luna. Poi il lander dovrebbe raggiungere l'orbita lunare, incontrare la capsula Orion, imbarcare due astronauti e scendere verticalmente vicino al polo sud, con un ascensore esterno per raggiungere il suolo. Il primo allunaggio è fissato per il 2028, ma non tutti sono convinti che i tempi reggano. Sono ancora troppi gli intoppi che si registrano durante i voli di Starship. Molti osservatori con esperienza alla NASA e nell'industria dubitano che SpaceX possa consegnare in tempo un lander certificato per voli con equipaggio.. Per prudenza, la NASA finanzia anche un lander alternativo di Blue Origin. Artemis III, previsto il prossimo anno, sarà una missione in orbita terrestre bassa: quattro astronauti su Orion cercheranno di agganciare i due prototipi di lander, lanciati separatamente da SpaceX e Blue Origin. Chi si comporterà al meglio potrebbe essere scelto per la prima missione lunare. Sul fronte delle infrastrutture, SpaceX ha due rampe operative a Starbase e tre in costruzione in Florida: una nella storica 39A del Kennedy Space Center e due a Cape Canaveral. Il primo lancio dalla Florida è atteso entro fine anno o all'inizio del prossimo. L'amministratore della NASA Jared Isaacman ha applaudito su X e ha definito il lancio magnifico. Ha elogiato la gestione sicura e responsabile di ogni fase e ha auspicato che le missioni Starship diventino routine..
Autore
Focus.it

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