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Gli appassionato lo sanno sicuramente: domani uscirà in Italia Star Wars: The Mandalorian and Grogu tratto dalla serie televisiva The Mandalorian, distribuita da Disney+, il cui protagonista è Din Djarin (o Mando, interpretato da Pedro Pascal), un cacciatore di taglie mandaloriano, con il suo apprendista Grogu (chiamato anche Baby Yoda dai fan).
Per celebrare l'evento, la realtà ha superato la fantascienza grazie a un'insolita collaborazione tra Disney Italia e D-Orbit, azienda italiana leader nel settore della logistica spaziale. Il risultato? Una replica dell'iconico casco mandaloriano è stata lanciata in orbita terrestre a bordo di un vero satellite. La partenza è avvenuta lo scorso 30 marzo dalla base statunitense di Vandenberg grazie a un vettore Falcon 9 di SpaceX. L'operazione rappresenta un punto d'incontro tra cultura pop e ingegneria aerospaziale, anche se il "merchandising" orbitale non è una novità assoluta (basti pensare alla Tesla lanciata da Elon Musk o alle minifigure Lego inviate sulla Luna e su Giove), ma questa volta il vettore ha un cuore interamente italiano.. Piattaforma multiuso
D-Orbit, pioniera della "Space Economy" con sede a Fino Mornasco (Como), utilizza infatti le proprie piattaforme Ion (InOrbit NOW), che sono come dei "taxi spaziali" progettati per trasportare e rilasciare con precisione piccoli satelliti nelle loro orbite di destinazione, oppure per "trattenerli" sulla piattaforma fino a che hanno completato il proprio lavoro. Per l'occasione, uno di questi cargo ha ospitato all'interno del proprio modulo di carico il piccolo elmo (in scala rispetto all'originale) in stile beskar (il mitico e indistruttibile metallo della saga), in realtà in alluminio speciale per avionica.. Come un satellite vero
Dal punto di vista tecnologico, l'inserimento di oggetti non operativi all'interno di un satellite richiede comunque test rigorosi. Ogni elemento deve essere sottoposto a severe verifiche per resistere alle violentissime vibrazioni della fase di lancio e alle temperature estreme. Il casco ha superato i controlli, dimostrando che la via del cielo è aperta anche ai miti cinematografici. Ora la replica viaggia a circa 27.000 km/h, in orbita a centinaia di chilometri d'altezza. E nel corso del suo viaggio viene ripreso e fotografato (con una risoluzione fino a 12 megapixel) attraverso un sistema di camere posizionate a bordo della piattaforma Ion in modo da catturare il casco in primo piano con la Terra sullo sfondo.
Mando avrebbe approvato. E probabilmente avrebbe detto "This is the way". Anche in orbita bassa..
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