Stabilicum all’ultimo miglio: la nuova legge elettorale alla Camera col voto segreto, o passa o muore
- Postato il 25 settembre 2026
- Politica
- Di Blitz
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Stabilicum all’ultimo miglio. La nuova legge elettorale, dopo il via libera del Senato (martedì 15 settembre con 131 sì) il testo torna alla Camera lunedì 28 settembre per la terza lettura. Obiettivo: l’approvazione definitiva della legge entro metà ottobre. Ma c’è lo scoglio di Montecitorio dove le acque sono di norma agitate e dove le regole di ingaggio cambiano. Comunque, per ragioni di tempi e di politica, alla Camera il testo diventa un “prendere o lasciare”.
Insomma, lo Stabilicum o passa o muore. Il rischio che affondi c’è tutto, specialmente per il nodo delle preferenze. Tra donne penalizzate e parità saltata, nel centrodestra lievitano i malumori. Senza dimenticare lo spauracchio della Consulta. Nel segreto dell’urna tutto può succedere. Occhio.
Trent’anni di riforme mai definitive
Negli ultimi decenni si è visto di tutto: Proporzionale, Mattarellum, Italicum, Rosatellum ed ora lo Stabilicum proposto dal centrodestra e prontamente bollato dalla opposizione come “legge truffa”. Comunque se la riforma passa, gli elettori potranno scegliere chi mandare in Parlamento per la prima volta dal 5 aprile 1992. Dopo il referendum proposto da Mariotto Segni l’anno precedente, si votò scegliendo un solo candidato tra quelli proposti dai partiti. Stavolta se ne potrebbero scegliere tre, ma con l’alternanza di genere che nel 1992 non era prevista.
Franchi tiratori in agguato
La coalizione che vince le elezioni superando il 42% dei voti validi in buona sostanza intasca un “premio di governabilità”. In soldoni: 70 deputati e 35 senatori extra. Ma, si diceva, lunedì si voterà di nuovo in segreto come il 14 luglio quando il governo fu battuto per un voto. Se la premier Giorgia Meloni decidesse di mettere la fiducia e i franchi tiratori si facessero di nuovo vivi, il governo cadrebbe e si andrebbe alle elezioni anticipate a gennaio. È da escludere che il presidente della Repubblica possa mettere in piedi un Governo di larghe intese per un anno – tipo Ciampi, Dini, Monti, Draghi – con l’appoggio di uno dei partiti minori del centrodestra che sarebbe votato al suicidio nelle elezioni successive. Dunque non ci resta che aspettare.
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