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Srebrenica, il ritorno dell'orrore genocida in Europa

  • Postato il 27 agosto 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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Srebrenica, il ritorno dell'orrore genocida in Europa
Srebrenica, il ritorno dell'orrore genocida in Europa

AGI - Srebrenica è sinonimo di pulizia etnica. Un assedio durato tre anni e costato la vita a migliaia di uomini e ragazzi, massacrati dai serbi bosniaci durante le guerre balcaniche degli anni '90, un'onta sull'onore delle forze armate olandesi che avrebbero dovuto difenderli, ma soprattutto il ritorno dello spettro del genocidio in Europa, 40 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Ecco una cronologia:
- 1992: Prima caduta -
Srebrenica, città a maggioranza musulmana nella Bosnia orientale, cade nelle mani delle truppe serbo-bosniache poco dopo l'inizio dell'assedio della capitale Sarajevo, all'inizio della guerra in Bosnia nell'aprile del 1992. Anche altre città nella valle orientale della Drina vengono conquistate con l'aiuto di gruppi paramilitari provenienti dalla vicina Serbia. Scacciati con una politica poi definita di "pulizia etnica", le forze musulmane bosniache riconquistano l'enclave. Ma alla fine dell'anno viene nuovamente presa di mira dai serbi, che ne bloccano l'accesso stradale.

- 1993: "Zona sicura" -
Tra marzo e aprile del 1993 circa 8.000 persone vengono evacuate dall'enclave, sempre più assediata. Decine di persone vengono uccise nei bombardamenti delle forze serbo-bosniache. Il 16 aprile, mentre la città è sotto il fuoco di carri armati e artiglieria, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dichiara Srebrenica "zona sicura" sotto la protezione delle forze Onu a Nato. Il giorno successivo, a Sarajevo, sotto l'egida delle Nazioni Unite, viene firmato un accordo di cessate il fuoco e smilitarizzazione, che pero' non viene mai rispettato. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) invia generi alimentari e altri beni di prima necessita' nella città, che ora è una zona protetta. A maggio, le Nazioni Unite creano altre cinque zone sicure: Sarajevo, Tuzla, Zepa, Gorazde e Bihac.

- 1994: Arrivo delle truppe olandesi -
Il 1 marzo 1994, un contingente di 450 caschi blu delle Nazioni Unite viene schierato nell'enclave, dove la rotazione dei soldati Onu era stata precedentemente bloccata. Le truppe olandesi subentrano ai caschi blu canadesi.

- 1995: Offensiva finale -
All'inizio di luglio 1995, le forze serbo-bosniache attaccano le posizioni del governo musulmano a sud, est e nord dell'enclave. Il 9 luglio, dopo aver preso in ostaggio circa 30 persone, conquistano le posizioni dei caschi blu. I carri armati serbo-bosniaci si trovano ormai a meno di due chilometri dalla città. L'11 luglio, la Nato effettua un attacco aereo contro due carri armati serbi alla periferia di Srebrenica. Tuttavia, lo stesso giorno, l'esercito serbo-bosniaco guidato da Mladic conquista Srebrenica, costringendo decine di migliaia di profughi a rifugiarsi nel complesso delle forze olandesi a Potocari, sulle colline alla periferia della città. I caschi blu e migliaia di rifugiati, per lo più donne e bambini, si ritirano nella base delle Nazioni Unite, mentre migliaia di altre persone si radunano all'esterno.

- Luglio 1995: Massacro -
Con la conquista di Srebrenica, Mladic ordina l'evacuazione di tutti i civili, comprese donne, bambini e anziani, mentre tutti gli uomini in eta' da combattimento vengono fatti prigionieri. Nei giorni successivi, oltre 8.000 uomini e ragazzi musulmani vengono sistematicamente massacrati dalle forze serbo-bosniache e i loro corpi gettati in fosse comuni. I serbi in seguito riesumano molti corpi e li seppelliscono nuovamente in altre fosse per cercare di nascondere le prove. Dal 17 luglio emergono testimonianze di coloro che sono riusciti a fuggire, con racconti strazianti di omicidi, torture e stupri perpetrati dalle forze serbo-bosniache.
Il 24 luglio e il 16 novembre, rispettivamente, il leader politico serbo-bosniaco Radovan Karadzic e Mladic vengono incriminati dal Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY) per genocidio, crimini contro l'umanita' e crimini di guerra. Ad oggi, 6.880 vittime del massacro sono state identificate e sepolte: 6.643 nel memoriale di Potocari e 237 in altri cimiteri della zona di Srebrenica.

- Novembre 1995: la Bosnia divisa -
Il 21 novembre 1995, gli Accordi di Dayton, elaborati sotto pressione internazionale, pongono fine alla guerra. Dividono la Bosnia in due entità: la Republika Srpska serba e la Federazione croata musulmana di Bosnia, ciascuna delle quali gode di un ampio grado di autonomia ed è unita da istituzioni centrali deboli.

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Autore
Agi.it

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