Spuntano i “nemici” di Kimi: segno che ormai è grande
- Postato il 30 giugno 2026
- Sport
- Di Libero Quotidiano
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Spuntano i “nemici” di Kimi: segno che ormai è grande
In Italia c’è una strana e masochistica tendenza a minare quello che un fuoriclasse sta facendo. Ricordate cosa successe con Sinner? Jannik lo toccò con mano quando taluni “criticonzi” da strapazzo ne misero in dubbio l’integrità morale per via della vicenda doping e della scelta di vivere a Monte Carlo per motivi fiscali. Non vorremmo che anche Kimi Antonelli, che abita a San Marino, fosse un’altra vittima di questi grilli sparlanti. Sul circuito di Spielberg, in Austria, il ragazzo di Bologna che sta guidando il mondiale di Formula 1 alla bella età di 19 anni (20 li compirà il 25 agosto) ha commesso un paio di sciocchezze. Due svarioni al via che gli hanno fatto perdere quattro secondi e la vittoria finale sono state stigmatizzate da chi vuole male a questi nostri eroi della domenica. Vero che Kimi, per sua stessa ammissione, ha detto di «essere stato troppo impulsivo».
Si è poi saputo che aveva anche problemi ai freni, guai poi risolti. Ma se non è impulsivo ed esuberante un pilota appena maggiorenne quando vede davanti a lui i rivali diretti nell’occasione il poco simpatico compagno, Russell, e Verstappen - chi lo deve essere? Perché fargli le pulci? Antonelli, amico fra l’altro di Sinner, rappresenta un patrimonio del nostro motorismo e, per la sua educazione, è anche un bell’esempio per tutti i suoi coetanei. Eppure, come spesso accade, alcuni leoni da tastiera, si sono permessi di stigmatizzare gli errori del nostro “fenomenino” più che le cinque gare vinte e la leadership nel mondiale. La verità è che in vista del gp di Silverstone di domenica, Kimi ha immagazinnato esperienza e farà tesoro di quegli svarioni in Austria, anche perché la seconda parte della gara allo Spielberg è stata una delle migliori esibizioni che ha fatto nella sua ancor giovane carriera. Quindi, criticonzoli da strapazzo, non cominciate a cercare gli errorini di Antonelli dimenticandone le prodezze. O, se proprio volete, continuate pure: avremo la certezza che è già un campionissimo. Da temere.
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