Sport e intrattenimento, svanito il sogno arabo?
- Postato il 4 marzo 2026
- Verde E Blu
- Di Formiche
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L’EuroLeague Basketball è in mezzo ad una diatriba geopolitica a causa del conflitto in Medio Oriente. Ai disagi provocati dall’invasione in Ucraina (la Russia è stata esclusa dalla competizione) si aggiunge ora la preoccupazione in materia di sicurezza e i problemi logistici dovuto alla situazione in Iran.
È per questo che gli organizzatori hanno deciso di sospendere ufficialmente gli incontri. La motivazione principale è stata l’impossibilità di viaggiare dopo la chiusura dello spazio aereo. Così, il derby israeliano tra Maccabi e l’Hapoel di Tel Aviv e la partita tra le squadre Partizan e Dubai programmate per domani sono state rinviate. Il Dubai Basketball fa parte della competizione dal 2023, quando è stata allargata da 18 a 20 squadre, e ha un contratto fino al 2030. Anche la partita in agenda ieri tra Hapoel e Parigi è stata annullata (era già stato rinviato a dicembre per la guerra a Gaza).
L’EuroLeague ha spiegato che sono impegnati in valutare le migliori opzioni per riprogrammare gli eventi, “seguendo da vicino gli ultimi fatti e mantenendo una comunicazione costante con le autorità locali e internazionali, così come con tutte le organizzazioni che ne fanno parte per garantire sicurezza e benessere a chi è coinvolto”.
Ostoja Mijailovic, presidente dei Košarkaški klub Partizan, ha protestato, come riportato dal quotidiano El Pais: “Le squadre russe non hanno giocato l’EuroLeague negli ultimi quattro anni e adesso, con la situazione dei club di Israele, come si faranno le partite tra loro e i turchi?”. Il resto della stagione è a rischio. In più, c’è la questione del rientro dei giocatori che erano in vacanza e sono rimasti bloccati a Dubai, tra cui Dylan Osetkowski, Duane Washington e Shake Milton.
Ma l’EuroLeague Basketball non è l’unico evento a rischio. Ad Abu Dhabi è stato sospeso il torneo NextGen EuroLeague e tutti i giocatori e allenatori sono in attesa della riapertura dello spazio aereo.
Anche la Formula 1 sta valutando una riprogrammazione totale di tutti i suoi eventi nella regione a causa del conflitto e delle interruzioni di viaggio. Il prossimo mese erano in agenda due corse a Bahrein e Arabia Saudita e sia le squadre che il personale coinvolto spedisce carichi con settimane di anticipo. Gli organizzatori hanno spiegato che stanno ancora valutando la situazione e sperano in un ripristino della calma e della stabilità a breve.
In Qatar si sta decidendo se e per quando rimandare la Finalissima 2026 tra Spagna e Argentina in programma per il 27 marzo. Tra le opzioni c’è quella di trovare un’altra sede per la partita. La Conmebol e la Uefa, organizzazioni del calcio in Sudamerica ed Europa, rispettivamente, hanno dichiarato che “stanno valutando con attenzione lo sviluppo della situazione in cooperazione”.
Molti tennisti, tra cui Daniil Medvedev, sono in attesa di un aereo per ripartire dagli Emirati Arabi, dove la scorsa settimana ci sono state alcune partite importanti. In caso di ritardi, è a rischio l’Indian Wells Open, previsto da mercoledì al sud della California, negli Stati Uniti.
Anche molte gare dei Giochi Paralimpici di Inverno in Italia, con l’apertura venerdì, avranno difficoltà ad avere tutti gli atleti, giacché molti non riescono ad arrivare in Europa.
La situazione logistica di eventi sportivi, culturali e di intrattenimento mette a grave rischio gli investimenti fatti (specialmente dall’Arabia saudita) per trasformare il Medio Oriente in un attraente destino internazionale.