Spiragli di pace, Zelensky scrive a Putin: “Incontriamoci”. Lo zar si dice pronto (ma senza tregua)
- Postato il 5 giugno 2026
- Politica
- Di Blitz
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“Incontriamoci”: in una lettera aperta indirizzata al Cremlino Volodymyr Zelensky avanza la proposta di un faccia a faccia con Vladimir Putin, proprio mentre lo zar da San Pietroburgo (dove si trova per il forum economico dello Spief, la ‘Davos russa’) sembra aprire alla pace con l’Ucraina dopo oltre quattro anni di guerra, rilanciando l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder come mediatore.
Zelensky: “Propongo un faccia a faccia e una data precisa”
“Sarebbe bellissimo se si incontrassero, devono farlo”, ha dichiarato. Poche ore prima il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, aveva accusato Washington di non rispettare i patti concordati nel vertice dello scorso Ferragosto in Alaska con Donald Trump.

Ma, parlando con i capi di varie agenzie di stampa internazionali, il leader del Cremlino ha assicurato come Mosca sia pronta a raggiungere una soluzione “attraverso mezzi pacifici”, escludendo come presupposto una tregua e mentre le sue truppe avanzino lungo le linee di confine.
Zelensky sembra prendere la palla al balzo e scrive al presidente russo di essere pronto a porre fine alla guerra con “un dialogo diretto tra noi e voi. Propongo un faccia a faccia – afferma – e propongo di fissare una data precisa”.
In attesa di una sua risposta, Putin intanto si è detto disponibile anche a contatti con l’Unione europea ed aperto ad un suo ruolo nella risoluzione del conflitto.
Putin: “Ok all’Ucraina in Ue, no a un’Europa blocco militare”
“La Russia non rifiuta i contatti con la Ue. L’Unione Europea potrebbe aiutare a risolvere la crisi ucraina, ma questa assistenza dovrebbe rientrare negli accordi di Anchorage”, ha precisato, aggiungendo che Mosca “non è contraria all’adesione dell’Ucraina alla Ue, ma è contraria al fatto che la Ue diventi un blocco militare”.
E a proposito di ruolo europeo il leader del Cremlino ha ribadito il nome di Schroeder come negoziatore: “Lui non è un amico di Putin. E’ prima di tutto un politico tedesco, e uno dei migliori, a mio avviso, perché ha una propria posizione e il coraggio di difenderla”.
Ma nella sua lettera, il leader ucraino ha messo in chiaro che “le questioni ucraine ed europee non vengono decise ad Anchorage”, proponendo che al loro “percorso bilaterale” si aggiungano l’Europa e gli Usa.
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