Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Spifferi gelati al comune di Genova mentre la città bolle

  • Postato il 9 agosto 2026
  • Politica
  • Di Blitz
  • 0 Visualizzazioni
  • 5 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Spifferi gelati al comune di Genova mentre la città bolle

Mentre il meteo fa saltare ogni record precedente a memoria d’uomo e di esperto e la città bolle di caldo, come tutto il Continente e gran parte del Pianeta, in questo inizio agosto bollente spifferi gelati sembrano paralizzare gli amministratori genovesi. L’altalena della sindaca Silvia Salis, oscillante tra le sue oramai evidenti e conclamate aspirazioni nazionali e il suo ruolo di condottrice dalla Superba in cerca finalmente di una svolta, non si ferma.

E questo crea un clima di incertezza pesante intorno al futuro di un governo cittadino largamente coinvolto in tante tempeste. La prima, che porta gli spifferi gelati, è la lettera improvvida che la assessora 5 Stelle Tiziana Beghin, ex eurodeputata, avrebbe inviato ai presidenti dei Civ, Comitati di Via, raccomandando fedeltà alla linea politica del Comune, altrimenti meglio dimettersi. È insorto tutto il mondo del commercio, che non ha a che fare strettamente con la politica. In Comune le opposizioni hanno sparato a zero e in consiglio comunale la tempesta è diventata un tornado, anche perché Beghin ha sostenuto di non avere scritto quella lettera. E allora chi l’ha scritta?

Seconda tempesta è l’assenza della sindaca durate questi scontri, limitata a una dichiarazione nella quale spiega che non dimetterà l’assessora colpevole di tale incertezza. Dove era la la sindaca? Magari a Bologna a un dibattito già di stampo pre-elettorale nazionale, con Bonaccini, ex presidente della giunta regionale emiliana, o a New York, dove si è dilettata in un viaggio di presunto mercandasing turistico che in realtà non ha portato nulla a Genova, se non le altre tempeste.

Terza tempesta sono le devastanti polemiche sulla situazioni del ciclo dei rifiuti che ha già portato l’aumento della relativa tassa comunale, la Tari e poi l’ennesimo botto sulla questione dell’inceneritore, che è necessario, ma che non si sa dove collocarlo. Non ha deciso la giunta precedente , ma non decide neppure questa che accusa gli altri. Una farsa.

Quarta tempesta la questione della sicurezza, che sta precipitando in tutta la città e che anche la giunta Salis non riesca ad arginare, se non scaricando le colpe sul governo nazionale. Non sarà colpa dei nuovi governanti genovesi, e neppure dei predecessori, ma l’emergenza esplode e ci sono volute due settimane per riuscire a far incontrare Salis con il ministro dell’Interno Piantedosi e ridurre un po’ la portata dell’emergenza stessa che con l’estate si propaga a tutta la città, non solo nei quartieri difficili, ma un po’ ovunque, facilitata dal caldo e dalle esasperazioni.

Quinta tempesta proprio il caldo di fronte al quale si può fare poco, data la portata biblica per quello che succede al pianeta, ma la città, i suoi servizi potrebbero offrire qualcosa oltre al Pronto Soccorso degli ospedali e Genova non lo ha fatto, non creando oasi climatiche, non provvedendo alle caterve di anziani che sono la maggioranza della popolazione e vivono per lo più nelle Rsa o da soli in una percentuale del 43 per cento uni famigliare nell’assetto demografico cittadino.

Che ha fatto Palazzo Tursi che aveva promesso di “curarsi” dei cittadini al momento dell’insediamento? Ha aperto qualche biblioteca per poche ore al giorno, magari dove non c’è aria condizionata…..una débacle in pieno, aspettando quello che trasmetteranno i drammatici bollettini sanitari, quando l’ Anti ciclone africano sarà passato. Se mai passerà….

Ma ciò che più sembra essere veramente pesante è il clima che esiste nella giunta comunale, dove oramai la sensazione è quella di uno scollamento forte, di una insofferenza rispetto ai vertici comunali stessi, che non riescono più a tenere in pugno il governo cittadino, ma sembrano dedicati a costruire per la Salis una bella immagine esterna, in vista di non si capisce cosa. E a tirare la carretta come si può, come fa il suo vice Alessandro Terrile uomo di buona volontà un po’ soverchiato…..

La candidatura alle primarie del campo largo? No, perché la sindaca ha sempre dichiarato di non credere in quella strada. Una candidatura parlamentare? E per chi e per come? Per la presunta formazione del centro renziano, che sembra l’araba fenice di questa infinita campagna elettorale? Nessuna prova per sostenere questo o altro, se non il protagonismo della sindaca di Genova fuori dai suoi confini e sui social dove è sempre, come la preghiera quotidiana nei Seminari cattolici..

Sulla città pesano anche le grandi questioni nazionali, con ricadute locali, come quella del futuro dell’Ilva che è il “sale” di Genova, l’acciaio, che dal 1987 è stato la manifattura base per cui questa città era il terzo lato del triangolo industriale.

Che ne sarà, dopo la sentenza dei giudici milanesi e considerato che nella Superba Ilva vuole dire circa duemila operai occupati oggi al lavoro o in cassa integrazione, per una produzione del 30 per cento delle capacità e per territorio occupato un milione di metri quadrati, una specie di Eldorado, sul quale da decenni molti vogliono mettere le mani nel cuore della città e del porto a filo banchina.

Su questo tema, nel cuore del caldo e dell’estate, il ruolo genovese è assente da un punto di vista politico amministrativo, poco presente con i parlamentari, solo affidato a Antonio Gozzi presidente di Federacciai, genovese di Chiavari, presidente di Duferco, al quale è rimasto in mano il cerino che brucia, brucia come il caldo di questa estate, al contrario gelida per il futuro politico.

L'articolo Spifferi gelati al comune di Genova mentre la città bolle proviene da Blitz quotidiano.

Autore
Blitz

Potrebbero anche piacerti