Spiagge libere Spotorno, la minoranza chiede l’annullamento della delibera di marzo: “Necessario tutelare la legittimità degli atti”
- Postato il 28 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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A Spotorno emerge una controversia amministrativa riguardante la gestione delle spiagge libere. Il gruppo di minoranza del comune ha presentato una richiesta formale per l'annullamento della delibera approvata a marzo, sollevando questioni sulla corretta procedura e sulla validità legale degli atti amministrativi. La richiesta mira a garantire il rispetto della normativa vigente e della trasparenza nella gestione del demanio marittimo locale.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
Spotorno. I gruppi consiliari di opposizione di cui fanno parte i consiglieri comunali Camilla Ciccarelli, Lorenzo Caviglia Bardini, Salvatore Massimo Spiga e Stefano Remiddi hanno depositato congiuntamente una mozione e la richiesta di convocazione del consiglio comunale per discutere l’annullamento in autotutela della deliberazione numero 2 del 2 marzo 2026, relativa all’adozione del Progetto di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime (PUD).
“L’iniziativa, che si pone in continuità con la formale richiesta di avvio dell’iter di annullamento in autotutela già presentata al sindaco dal consigliere regionale Angelo Vaccarezza il 2 aprile scorso, nasce dalla necessità di tutelare la legittimità dell’azione amministrativa e la chiarezza nei processi decisionali del Comune di Spotorno. Dall’analisi degli atti emerge una chiara criticità procedurale: sebbene alcuni amministratori di maggioranza si siano astenuti durante la votazione finale in consiglio comunale, tale doverosa astensione non è stata osservata nelle fasi propedeutiche, ovvero in commissione consiliare e ancora prima, durante i pochi incontri con alcune delegazioni di soggetti interessati, per la divulgazione preventiva del piano di utilizzo del demanio; percorso partecipativo obbligatorio. Ciò nonostante alla presenza dei consiglieri di maggioranza che hanno abbandonato i lavori durante il consiglio comunale del 2 marzo scorso”.
“La nostra posizione è di assoluta coerenza – dichiarano i consiglieri firmatari – Proprio per rispetto delle istituzioni e delle norme sull’imparzialità, nella seduta del 2 marzo ci siamo alzati e abbiamo scelto di non partecipare alla votazione del piano di utilizzo del demanio, ribadendo tale posizione anche nella seduta del 21 aprile, astenendoci dalla votazione sull’approvazione del verbale relativo a quel consiglio, dove invece, i due consiglieri di maggioranza, uno si è astenuto, mentre l’altro, ha votato a favore dell’approvazione del verbale. È un principio di coerenza e correttezza che pretendiamo venga applicato da tutti”.
“L’imparzialità non è un dettaglio formale, ma un principio costituzionale – proseguono i componenti dei gruppi consiliari – Il Consiglio di Stato è chiarissimo: l’obbligo di astensione sussiste fin dal ‘minimo sentore’ di conflitto. Non possiamo permettere che un atto così strategico per il futuro delle nostre spiagge sia inficiato da irregolarità che potrebbero esporre il Comune a ricorsi e pesanti oneri economici per la comunità.”
La richiesta di convocazione del consiglio comunale punta a riportare la questione nella giusta sede istituzionale, sollecitando l’amministrazione a procedere con l’annullamento in autotutela dell’atto assunto con la votazione a favore della sola maggioranza.
“Il nostro obiettivo – concludono Ciccarelli, Caviglia Bardini, Spiga e Remiddi – è garantire che la pianificazione del demanio marittimo avvenga in modo inattaccabile. È dovere di ogni amministratore tutelare l’immagine dell’Ente e la correttezza del proprio agire, specialmente su strumenti fondamentali per lo sviluppo del territorio e per ciò che potrà comportare un così importante mutamento dell’offerta turistica della nostra città.”