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Spedizione punitiva al Lagaccio con i bastoni, due arresti: il precedente dell’aggressione a Certosa e i dubbi sul movente

  • Postato il 1 ottobre 2026
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  • Di Genova24
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Spedizione punitiva al Lagaccio con i bastoni, due arresti: il precedente dell’aggressione a Certosa e i dubbi sul movente

Genova. Una faida violenta tra famiglie dove il movente è ancora tutto da chiarire. Da una parte la spedizione punitiva che il 13 agosto ha creato apprensione tra i residenti del quartiere del Lagaccio, dall’altra il “precedente”, vale a dire l’aggressione da parte della vittima del pestaggio e di altre due persone a uno dei titolari di una kebbaberia nel quartiere di Certosa avvenuta due settimane prima. In entrambi gli episodi: sangue, intervento delle forze dell’ordine e indagini che devono ancora essere concluse per capire appunto il movente.

“Mi hanno picchiato in quattro perché volevano che mi mettessi a spacciare cocaina per loro ma io non volevo. Ero andato anche a protestare nel loro locale perché volevo essere lasciato in pace. Così mi hanno aspettato quando ho chiuso il negozio di parrugghiere e mi hanno aggredito”.  ha raccontato il 27enne picchiato per strada in via del Lagaccio da quattro uomini vestiti di scuro con cappellini in testa e bastoni in mano. Due di loro, due fratelli di 47 e 43 anni, di nazionalità turca come la vittima, sono stati arrestati nei giorni scorsi e sono finiti ai domiciliari su ordinanza della gip Maria Antonia Di Lazzaro.

A inchiodarli oltre alla testimonianza della vittima e di altri presenti, ci sono le telecamere della caserma Gavoglio che li immortalano mentre salgono sulla loro auto. Gli elementi raccolti dagli investigatori della squadra mobile guidati da Carlo Bartelli e Antonino Porcino hanno indotto la procura a chiedere e ottenere la custodia cautelare per la “pericolosità sociale” e il rischio di reiterazione.

Assistiti dall’avvocato Alessandro Sola, nell’interrogatorio di garanzia i due fratelli hanno ammesso il pestaggio, ma hanno negato fermamente il movente. “Noi non spacciamo droga” hanno detto alla giudice. E durante le perquisizioni di cocaina non ne è stata trovata. E se il 27enne ai poliziotti della mobile si era limitato a dire che a Certosa era stato uno dei fratelli proprietari del locale a “spaccare tutto”, dall’intervento dei carabinieri di quella sera – era il 31 luglio- e dalle lesioni riportate dal 47enne, che rischia lesioni permanenti a un occhio, risulta invece che sia stato picchiato proprio dal giovane parrucchiere che era insieme al fratello minore e a un amico.

E se il 27enne dice che era andato lì per chiedere “una volta per tutte di essere lasciato in pace perché non voleva essere coinvolto in storie di droga” per i due fratelli arrestati “era ubriaco e molesto. Avevano cercato di allontanarlo e ci hanno aggredito”.

Il 27enne poi vittima del pestaggio al Lagaccio, il fratello e l’amico sono indagati a piede libero per l’aggressione a Certosa, assistiti dall’avvocato Fabio Di Salvo, in un’inchiesta parallela ma separata rispetto a quella sulla spedizione punitiva di due settimane dopo.

Ma probabilmente le due indagini potrebbero essere riunite mentre gli investigatori stanno cercando i due complici degli arrestati per i fatti del Lagaccio che al momento sono rimasti senza nome.

Autore
Genova24

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