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Sparatoria alla moschea di San Diego, trovati messaggi anti-islam e adesivi delle SS naziste nell’auto degli attentatori

  • Postato il 19 maggio 2026
  • Mondo
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Sparatoria alla moschea di San Diego, trovati messaggi anti-islam e adesivi delle SS naziste nell’auto degli attentatori

Messaggi anti-islamici, una tanica di benzina con un visibile adesivo delle SS naziste e un biglietto di addio. Sono gli elementi che hanno raccolto gli investigatori nell’auto dove sono stati rinvenuti i due autori, poi deceduti, dell’attacco al centro islamico a San Diego che ha causato almeno tre morti. Lo riporta il New York Times, sottolineando che uno dei due sospettati ha prelevato un’arma dalla casa dei genitori poco prima dell’attacco. I due presunti autori della strage sono stati identificati come Cain Clark, di 17 anni, e Caleb Velasquez, di 18 anni. Il presidente statunitense Donald Trump è intervenuto poco dopo la diffusione della notizia, durante un evento alla Casa Bianca, parlando di “una situazione terribile”.

La polizia ha ricevuto la prima chiamata alle 9:42 del mattino da una madre preoccupata riguardante un minore fuggito di casa. La donna ha anche detto che suo figlio era in compagnia di un’altra persona e che entrambi indossavano abiti mimetici. Gli agenti hanno fatto irruzione nel Centro islamico entro quattro minuti dalle prime chiamate di emergenza, dando il via a quella che la polizia ha descritto come una risposta rapida e “dinamica”. Le indagini sono ancora in corso e le autorità non hanno ancora reso noto il movente, ma alcuni elementi sembrano già delineati: gli attentatori avevano inciso messaggi anti-islamici sulle loro armi e uno di loro ha lasciato un biglietto di suicidio in cui inneggiava all’”orgoglio razziale“.

Secondo il New York Post, la moschea di San Diego teatro della sparatoria era salita alle cronache in passato per i suoi legami con l’11 settembre e per le polemiche sull’attacco del 7 ottobre. Due dei dirottatori dell’attacco alle Torri gemelle, Nawaf al-Hazmi e Khalid al-Mihdhar, pregavano infatti nel centro islamico di San Diego e avevano trovato casa nelle vicinanze. L’Imam della moschea Taha Hassane è stato inoltre criticato per i suoi commenti sull’attacco del 7 ottobre. “Questo non è iniziato la scorsa settimana o il 7 ottobre ma è il risultato della brutale occupazione sionista”, aveva detto Hassane poco dopo l’attacco di Hamas a Israele.

Dopo la sparatoria al suo centro, Hassane ha parlato ai cronisti in una conferenza stampa. “La mia comunità è in lutto” ha detto. “L’intolleranza religiosa e l’odio che purtroppo esistono nella nostra nazione sono senza precedenti”. Hassane ha suggerito che gli americani possono invertire la tendenza negativa incoraggiando la tolleranza. È necessario farlo, ha detto, “per il bene di questa nazione, per il bene delle generazioni future”. “Tutti noi abbiamo la responsabilità di diffondere la cultura della tolleranza, la cultura dell’amore”, ha aggiunto. Il centro rimarrà chiuso fino a nuovo avviso, ma Hassane ha ricordato al pubblico che, quando sarà aperto, sarà aperto a tutti. “È un luogo di culto – ha sottolineato – Non è un campo di battaglia. Non chiediamo mai loro se sono musulmani o no, perché tutti sono benvenuti”.

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Il Fatto Quotidiano

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