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Solovyev, il retroscena: dietro agli insulti a Meloni una faida al Cremlino

  • Postato il 23 aprile 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
Solovyev, il retroscena: dietro agli insulti a Meloni una faida al Cremlino
Solovyev, il retroscena: dietro agli insulti a Meloni una faida al Cremlino

Dietro gli attacchi del conduttore e propagandista della tv di Mosca Vladimir Solovyev contro la premier Giorgia Meloni ci sarebbe una resa dei conti dei falchi al Cremlino. Il fedelissimo di Putin prima ha attaccato la presidente del Consiglio durante uno dei suoi programmi definendola "putta", "vergogna della razza umana" e "traditrice, poi ha rincarato la dose in un momento successivo, durante una diretta radiofonica. "Ho detto la verità: Meloni ha tradito Trump e sostiene le idee di Mussolini, quindi sottoscrive tutti i crimini commessi dall’Italia fascista e ne condivide la responsabilità... confermandolo con il sostegno allo Stato nazista ucraino", ha sottolineato. 

A infastidire il commentatore della tv russa, probabilmente, la replica di Meloni. Quest'ultima, parlando di Solovyev, ha fatto notare che "per sua natura, un solerte propagandista non può impartire lezioni né di coerenza, né di libertà". Lui, a quel punto, si è giustificato dicendo: "Non sono un propagandista, sono un ebreo e un antifascista, perseguitato dal governo italiano", riferendosi forse alle lussuose ville sul lago di Como poste sotto sequestro nell’ambito delle sanzioni che l’Ue ha inflitto ai dirigenti russi vicini allo zar dopo l’inizio della guerra dell’Ucraina.

 

 

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Secondo un retroscena de La Stampa, dietro tutto questo ci sarebbe lo scontro tra due fazioni al Cremlino: da una parte i falchi più severi tra censura di Internet e incriminazioni a editori e scrittori, e dall'altra i putiniani “moderati”. Una situazione emersa anche dalle parole dell’ambasciatore russo a Roma Aleksey Paramonov che, convocato ieri alla Farnesina da Antonio Tajani, ha provato a dissociarsi dagli attacchi di Solovyev definendoli come "valutazioni emotive e puramente individuali di carattere privato... Un commento d’autore la cui scelta di tono e lessico non può venire attribuita alla dirigenza e al popolo russo". Diverso l'intervento di Maria Zakharova, la portavoce del ministero degli Esteri russo, che invece si è allineata a Solovyev, sostenendo che "ciascuno ha il proprio stile, ma il vero scandalo internazionale è che Roma sostiene uno Stato neonazista". 

 

 

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Autore
Libero Quotidiano

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