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Sole spento. La Cina fa corto circuito sul fotovoltaico

  • Postato il 30 maggio 2026
  • Economia
  • Di Formiche
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Sole spento. La Cina fa corto circuito sul fotovoltaico

Le rinnovabili in Cina vivono la loro ora più buia. La questione è nota, il mercato cinese che esporta l’80% dei pannelli solari nel mondo, è saturo. Vale a dire che i cinesi non comprano più moduli fotovoltaici prodotti dalle loro stesse aziende. E tutto quello che non viene assorbito dentro le mura di casa, se ne va fuori. Inondando gli altri mercati. Problema. Non tutti sono disposti a fare incetta di pannelli cinesi, vuoi per questioni di sicurezza legata alla tecnologia cinese, si veda l’allarme in Gran Bretagna circa la possibilità che dietro ai moduli fotovoltaici made in China si annidi il fantasma dello spionaggio, vuoi perché se si installano solo pale eoliche e pannelli asiatici, le aziende occidentali praticamente smettono di lavorare.

Fatto sta che la maggior parte delle aziende cinesi attive nel solare opera in perdita dal 2024, con tanto di fallimenti sono in aumento. Dopo una crescita vertiginosa, la fabbrica del solare mondiale, ha scritto l’Economist in questi giorni, “La Cina si trova ora ad affrontare una resa dei conti. Le installazioni di pannelli di quest’anno potrebbero diminuire in Cina tra il 24% e il 43% rispetto al 2025. Questo sarebbe sufficiente a causare un calo della domanda globale di pannelli solari nel 2026 per la prima volta in vent’anni. E affinché la rete elettrica cinese possa far fronte alla situazione, è necessario che sia in grado di immagazzinare l’energia solare in eccesso o di trasportarla su lunghe distanze dove potrebbe essere necessaria. Ciò richiede ingenti investimenti in batterie e linee elettriche, nonché la definizione di meccanismi di mercato flessibili per coordinare il tutto”

“Nel frattempo, le aziende solari cinesi stanno lottando con un eccesso di offerta. Investimenti frenetici hanno permesso loro di produrre oltre mille gigawatt di capacità di pannelli solari in un anno. Si tratta di una quantità di gran lunga superiore ai già impressionanti 600 GW installati in tutto il mondo nel 2025 e probabilmente superiore a quella che il mercato globale sarà mai in grado di assorbire”. Per questo “i produttori di pannelli solari hanno chiesto autodisciplina per alleviare la sovraccapacità produttiva. L’anno scorso alcuni hanno cercato di coordinare le quote di produzione e di fissare dei prezzi minimi per i pannelli. Si è però rivelato difficile”. Tutto ciò, è la conclusione, “contribuisce a delineare un quadro desolante. Più di 40 aziende cinesi del settore solare sono fallite negli ultimi mesi, sono state acquisite o escluse dalle borse valori. Un terzo della forza lavoro delle cinque maggiori aziende del Paese è stato licenziato”.

Autore
Formiche

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