Socrem e lo stile Olivetti in azienda, musicoterapia con e per i dipendenti
- Postato il 24 giugno 2026
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- Di Genova24
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Genova. “Suonare insieme l’accompagnamento”. Con questo titolo, Socrem Genova lancia il primo team building con musicoterapia ispirato allo “stile Olivetti”. Un’idea certamente innovativa e anche un modello esportabile, quello che è stato adottato per la prima volta nella sede di Socrem Genova. Direttamente insieme ai suoi dipendenti, La Socrem ha presenta un progetto pilota unico in Italia. Dipendenti, cerimonieri, personale amministrativo, addetti alla sala tecnica, ai trasporti e tutte le maestranze che ogni giorno rendono possibile l’accompagnamento nel rito funebre e nella cremazione.
L’iniziativa nasce da un ideale che Socrem Genova rivendica da sempre: lo “stile Olivetti”. Quella visione di impresa in cui fabbrica e cultura, efficienza e comunità, lavoro e dignità della persona non sono in contraddizione, ma si sostengono a vicenda. Come a Ivrea negli anni ’50, l’idea è che un’azienda non sia solo produzione di un servizio, ma luogo di crescita umana. Se Olivetti metteva biblioteche e asili accanto ai capannoni, Socrem Genova mette la musica accanto alla sala tecnica. Strumenti diversi, stessa visione: il benessere di chi lavora è la prima forma di qualità del servizio offerto.
“Ho sempre creduto nello stile Olivetti: un’azienda è una comunità, non solo una struttura. La vera innovazione non è tecnologica, è umana – dichiara Ivano Malcotti, Presidente di Socrem Genova – nel nostro settore accompagniamo le persone nel momento più delicato. Per farlo bene, dobbiamo prima saperci accompagnare tra noi. La musicoterapia è il nostro ‘asilo nido’ e la nostra ‘biblioteca’: uno spazio dove dipendenti, cerimonieri e maestranze imparano a respirare insieme, ad ascoltare il suono dell’altro e a trasformare le tensioni in armonia. Suonare insieme è il modo più diretto per dirsi: ti vedo, ci sei, andiamo avanti insieme”. Curato da un musicoterapista iscritto all’albo professionale, Claudio Bocchi, il laboratorio di 3 ore coinvolge tutti i profili senza distinzioni di ruolo. Nessuna competenza musicale richiesta. Ovvia la regola del format: “Tutto è lecito, nulla è obbligatorio”. Ma tutti alla fine hanno partecipato.