Sistema Mellea, il “libro giallo” e il riciclaggio in Canada
- Postato il 11 settembre 2026
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Sistema Mellea, il “libro giallo” e il riciclaggio in Canada
La nuova inchiesta della Dda di Catanzaro, il mistero del libro giallo e le ramificazioni in Canada e Germania del metodo Mellea
CATANZARO — Dalle carte dell’inchiesta della Dda di Catanzaro sul cosiddetto “sistema Mellea” emerge con nettezza come le ramificazioni criminali non conoscano confini, estendendosi ben oltre il territorio nazionale per intercettare flussi finanziari esteri. L’inchiesta, coordinata dalla pm Veronica Calcagno e condotta dalla Guardia di finanza, traccia una duplice direttrice transnazionale – orientata verso Canada e Germania – finalizzata al riciclaggio e al reimpiego di ingenti capitali illeciti. Un sistema di schermi societari volti anche a evitare sequestri di beni riconducibili ai clan. I flussi provenienti dal Canada costituiscono una componente fondamentale della liquidità gestita dall’organizzazione.
Il libro giallo custodito a Caraffa
Le indagini documentano come il circuito d’oltreoceano alimentasse le casse comuni del presunto gruppo criminale, i cui movimenti economici venivano meticolosamente registrati e tracciati all’interno di una contabilità occulta. Le attività tecniche e i riscontri patrimoniali hanno permesso di individuare e sequestrare un registro manoscritto, il “libro giallo”, custodito in un armadio nella disponibilità del sodalizio negli uffici di Caraffa di Catanzaro. Un vero e proprio bilancio parallelo in cui venivano annotate entrate, uscite e somme in arrivo dal Canada, destinate a essere immediatamente riciclate attraverso investimenti speculativi e operazioni immobiliari in Italia.
I capitali esteri e il ruolo di Mercurio
Ruota attorno a questo registro la contabilità della CRD Immobiliare S.r.l., società finita al centro di un’articolata inchiesta che svela dinamiche societarie opache, flussi esteri e forti tensioni tra i soci. Al centro degli accertamenti figura Roberto Mercurio — nato in Canada, tra i principali indagati, amministratore della società (succeduto formalmente alla moglie Rossella Giulino, titolare dell’80% del capitale sociale) e punto di raccordo con i finanziatori esteri. L’inchiesta documenta un imponente afflusso di denaro dall’estero, stimato in circa 1.500.000 euro complessivi, immesso nelle casse della CRD Immobiliare da una fitta rete di soggetti legati al Canada e all’Europa, tra cui i fratelli Franco e Cosimo Loiero (originari di Satriano e residenti in Canada, con Cosimo titolare del restante 20% delle quote), Francesco Antonio “Tony” Battaglia e l’olandese Eduard Patrick Marcelis.
Società in Olanda e Svizzera
I fondi, veicolati tramite società estere in Olanda e Svizzera e bonifici mirati (come quelli da 30.000 euro ciascuno effettuati da Marcelis nel giugno 2019), erano destinati all’acquisizione di immobili strategici, tra cui i capannoni nella zona industriale di Germaneto e diversi rustici. Proprio la gestione di queste risorse e la tracciabilità dei rientri costituiscono il nucleo delle contestazioni.
La gestione della cassa comune
Le intercettazioni tra il luglio e il dicembre del 2021 restituiscono il quadro di una compagine lacerata da profonde incomprensioni e accuse incrociate tra Danilo Abramo e lo stesso Roberto Mercurio. Al centro dei contrasti vi è l’utilizzo disinvolto della liquidità societaria, con Abramo che contesta a Mercurio prelievi non autorizzati dai conti — tra cui bonifici per oltre 36.000 euro in favore di Rossella Giulino e un’uscita di 40.000 euro — impiegati per scopi personali o estranei agli affari comuni.
Le frizioni interne
È in questo contesto che il “libro giallo” assume un ruolo centrale, un registro informale in cui Abramo e Mercurio tentavano faticosamente di annotare entrate, spese vive per il carburante, tributi locali e rimborsi, placando le richieste di rendicontazione dei finanziatori d’oltreoceano. Franco Loiero, esasperato dai ritardi nella restituzione dei capitali (con richieste di rientro tra i 200.000 e i 250.000 euro) e dalla mancata monetizzazione delle vendite immobiliari, sottoponeva Mercurio a un pressing costante per aggiornare i conteggi e giustificare i pagamenti già effettuati, tra cui una tranche di 270.000 euro complessivi restituita ai creditori.
La regia dell’avvocato Mellea
L’inchiesta evidenzia inoltre una sorta di reggenza dell’avvocato catanzarese Gennaro Pierino Mellea il quale, pur non figurando formalmente con cariche o partecipazioni nella CRD Immobiliare, seguiva da vicino le dinamiche economico-finanziarie. Nelle conversazioni captate in auto, lo stesso legale riconosce la divisione dei ruoli: la spendibilità del nome di Danilo Abramo sul territorio da un lato, e la capacità di Roberto Mercurio di far confluire nella società le risorse d’oltreoceano dall’altro.
Ramificazioni anche in Germania
Accanto alla proiezione nordamericana, l’inchiesta svela un meccanismo operativo altrettanto insidioso attivo in Germania. A Gelsenkirchen si concentrano le condotte di soggetti inseriti nell’AIRE che fungono da terminali per la custodia di denaro contante di provenienza illecita. Le intercettazioni e i servizi di osservazione documentano viaggi di presunti esponenti di primo piano — come Mercurio e Abramo —, con la consapevole reggenza dell’avvocato Mellea, per prelevare 120.000 euro in contanti. Denaro sottratto a qualsiasi tracciabilità bancaria, trasportato materialmente in Italia — occultato in auto e addosso a una donna — e reimpiegato nell’acquisizione di capannoni industriali e nella gestione di strutture ricettive sulla costa ionica.
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