Sinner strappa il record di Djokovic ma Medvedev è in versione “bestia nera” e Ferrero lancia segnali a Jannik
- Postato il 15 marzo 2026
- Di Virgilio.it
- 3 Visualizzazioni
Sinner si prende la finale a Indian Wells e completa l’ennesima missione della sua giovanissima carriera. A meno di 25 anni, infatti, l’azzurro ha conquistato le finali di tutti i tornei principali che si giocano sul cemento strappando un record che apparteneva a Djokovic. Ma ora arriva il momento di fare anche il passo successivo con la sfida contro un Daniil Medvedev che sembra più in forma e agguerrito che mai.
Il record strappato a Djokovic
Non è un segreto che il cemento sia la superficie preferita di Jannik Sinner, ancora meglio quando c’è un tetto sopra la testa. Il numero 2 del mondo continua ad avere un rapporto privilegiato con i tornei che si giocano su questa superficie e con il successo contro Zverev arriva un altro, ennesimo, record nella carriera dell’azzurra. L’altoatesino aggiunge Indian Wells alla sua collezione e diventa il più giovane di sempre a raggiungere la finale in tutti i tornei principali che si giocano sul cemento (Australian Open, US Open, ATP Finals e Masters 1000). Un record di precocità che apparteneva a Djokovic capace di tagliare il traguardo a 25 anni e 139 giorni, mentre Janni ci riesce a 24 anni e 209 giorni.
Medvedev in versione “bestia nera”
Una versione “vintage” di Medvedev quella che è andata in scena nella semifinale contro Alcaraz. Il giocatore russo dopo un 2025 da dimenticare (ma il 2024 non era andato tanto meglio) è tornato agli splendori di un tempo. E questa non è esattamente una buona notizia per Jannik. Proprio Daniil per anni è stato il giocatore su cui l’altoatesino è andato a sbattere prima che la situazione si ribaltasse completamente. La data chiave è quella del 4 ottobre 2023 quando si gioca la finale di Pechino. L’azzurro sfida Medvedev dopo aver perso i 7 incontri precedenti contro il russo. Ma in quella occasione è lui ad avere la meglio in due set e da quel momento arriveranno altre 7 vittorie di fila dell’italiano (tra cui la finale degli Australian Open) che ribalta il confronto diretto sull’8-7.
Medvedev però promette battaglia: “Devo pensare a dare il massimo e basta perché in questo momento Jannik e Carlos sono di gran lunga i migliori di tutti. Però possiamo ancora batterli in partita secca. Sascha stava servendo per il match in Australia contro Carlos e non si sa cosa sarebbe successo in finale se avesse vinto. Loro sono molto più bravi di noi ma ogni volta che scendo in campo devo credere a me stesso”.
Il segnale di Ferrero
Intanto dalla Spagna continuano ad arrivare segnali dall’ex allenatore di Carlos Alcaraz, Juan Carlos Ferrero. Dopo la fine del rapporto con il numero 1 al mondo, il coach spagnolo ha manifestato in più occasioni (forse anche troppe a dire il vero) la volontà di tornare nel circuito guidando un altro giocatore di alto livello. E nel corso di un’intervista a Dazn Spagna arriva un nuovo messaggio anche se piuttosto criptico: “Come sapete in questo momento sono impegnato con Angel Ayora, un golfista. Ma da qui alla fine dell’anno possono arrivare delle sorprese”.