Sinner sfida Ruud per fare (di nuovo) la storia: un italiano può tornare re a Roma dopo 50 anni
- Postato il 17 maggio 2026
- Tennis
- Di Il Fatto Quotidiano
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Era prevedibile, ma non scontato. Jannik Sinner giocherà a Roma la sua seconda finale consecutiva agli Internazionali, ma questa volta di fronte ci sarà Casper Ruud e non Carlos Alcaraz, come lo scorso anno. L’azzurro ha battuto Daniil Medvedev in tre set, nell’unica partita fin qui combattuta giocata al Foro Italico e adesso può fare la storia. Perché l’ultimo italiano a trionfare a Roma fu Adriano Panatta, ormai 50 anni fa, nel 1976 in finale contro Guillermo Vilas. E domani, a premiare il vincitore, ci sarà proprio Panatta. Per il numero uno del mondo sarà anche la 14esima finale in un Masters 1000, la sesta consecutiva, dopo le ultime cinque vinte.
Un’eventuale vittoria per Sinner avrebbe un gusto ancora più speciale: quello che si gioca a Roma è infatti l’ultimo Masters 1000 che manca nella bacheca dell’altoatesino, che ha già vinto gli altri otto. Sugli spalti ci sarà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Sicuramente è bello rivederlo, la scorsa volta ero molto nervoso quando ci ho parlato, ma sarà un momento molto speciale. È molto importante per lo sport italiano vederlo qui, sarà una giornata tosta ma anche divertente con tanta Italia in campo. Speriamo di fare del nostro meglio”, ha spiegato Sinner dopo la vittoria contro Medvedev. La fatica, però, inizia ovviamente a farsi sentire: “Sono sicuramente più libero, so che sono in finale ed è una partita molto più importante. Quello che succederà domani non posso controllarlo completamente. È una situazione unica perché non mi era mai capitato di dover finire una partita il giorno dopo e aver vissuto anche questo è stata una cosa positiva per me. Ora cercherò di riposare“.
Fin qui Sinner ha giocato un torneo praticamente perfetto: l’azzurro ha vinto cinque partite, di cui quattro in scioltezza e senza mai soffrire. Nelle prime quattro sfide, infatti ha concesso soltanto 20 game totali (una media di 5 giochi a partita), battendo in ordine Ofner, Popyrin, Pellegrino e Rublev. Poi in semifinale il primo vero ostacolo: un Daniil Medvedev per larghi tratti in versione prime. Sinner ha però mantenuto alta l’attenzione e la concentrazione, consapevole dell’importanza della sfida. In mezzo anche un’esultanza dopo il break nel terzo set: un urlo liberatorio come poche altre volte ha fatto vedere nel corso della sua carriera.
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