Sinner può tornare n° 1, ora è Alcaraz in crisi: neanche il trucchetto funziona più, Toni Nadal fulmina Carlos
- Postato il 16 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Nel tennis le cose possono cambiare in fretta. Carlos Alcaraz sembrava in una botte di ferro dopo il trionfo agli Australian Open, a cui ha fatto seguito la vittoria nel munifico torneo di Doha. Tanto più che Jannik Sinner pareva in crisi. Sconfitto a Melbourne dal “vecchio” Djokovic, ko pure in Qatar per mano del giovane astro nascente Mensik. In tanti in Spagna incalzavano il rosso di San Candido: “È in crisi, è l’inizio della fine per lui”. Dopo Indian Wells, i ruoli si sono capovolti. Il bersaglio è diventato Carlitos, uscito in semifinale per mano di Daniil Medvedev che poi Sinner ha strapazzato in finale. Ora a Murcia e dintorni temono il sorpasso al vertice della classifica ATP.
- Il crollo di Alcaraz e la rinascita di Sinner
- Anche in Spagna celebrano Jannik: "Implacabile"
- A Miami nuova sfida tra i leader della classifica ATP
- Toni Nadal bacchetta Alcaraz: "Non sono d'accordo con lui"
- Anche la mossa di Carlos a Indian Wells ha fatto flop
Il crollo di Alcaraz e la rinascita di Sinner
Alcaraz, infatti, oltre a perdere la partita contro Medvedev sembra aver perso pure la testa. Nei giorni precedenti la debacle col russo, Carlos aveva cominciato a frignare: “Sono stanco di dover giocare contro Roger Federer a ogni turno, mi sento come se avessi un bersaglio sulla schiena”. E la sindrome da “perseguitato” si è rivelata catastrofica per lo spagnolo, apparso lontano dalla sua miglior forma anche nelle partite vinte a fatica nei turni precedenti. A far da contraltare all’improvviso declino di Alcaraz, la rinascita dirompente e inarrestabile di Sinner. Gli stessi che lo criticavano, ora lo ricoprono di complimenti.
Anche in Spagna celebrano Jannik: “Implacabile”
“Ciò che ieri sembrava oscuro, avvizzito e bloccato, oggi è fiorente e luminoso”, scrive ad esempio El Paìs, che pure era stato molto critico con Jannik dopo le ultime sconfitte. “Sinner non ha mai perso la strada; sta semplicemente sperimentando. Si mette alla prova per migliorarsi. La sua prima vittoria dell’anno arriva grazie a una rimonta spettacolare su Medvedev: era sotto 0-4 nel secondo tie-break, ha scatenato una devastante raffica di sette punti. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, eccolo qui”. E ancora: “Sinner rimane lo stesso Sinner che conosciamo e amiamo, quel giocatore implacabile che impone un ritmo forsennato, ma dalla caduta ha fatto un passo avanti. Sta cercando la versatilità, è su questo che sta lavorando”.
A Miami nuova sfida tra i leader della classifica ATP
La verità è che in Spagna adesso hanno paura che la risalita di Sinner possa scalzare Alcaraz dalla vetta e possa privarlo di altri titoli importanti e prestigiosi. A cominciare da Miami. Da cui, per la verità, Carlitos rischia poco o nulla. A differenza di Indian Wells, in Florida non ha tanti punti da difendere: l’anno scorso uscì al primo turno cedendo in tre set al belga David Goffin. Quest’anno, insomma, lui e Sinner partiranno praticamente alla pari e Jannik, pur vincendo, potrà rosicchiargli pochi punti, qualora dovesse arrivare almeno in finale. In classifica, al momento, Alcaraz mantiene un margine di 2.150 punti sull’italiano.
Toni Nadal bacchetta Alcaraz: “Non sono d’accordo con lui”
Al di là dei conti e dei numeri, è l’atteggiamento di Alcaraz che fa preoccupare gli spagnoli. Media e tifosi. E addetti ai lavori. Toni Nadal, zio di Rafa, uno dei top coach più rispettati del circuito, ha criticato aspramente le lamentele di Carlos a Indian Wells. “Non si tratta di avere un bersaglio sulla schiena, non sono d’accordo con Alcaraz. Quando giochi contro qualcuno più forte di te, sai che devi correre molti più rischi e Alcaraz era più forte di Medvedev. Non è che Medvedev sia più motivato a giocare contro Alcaraz, sa che per batterlo deve correre molti più rischi. Non è una lotta contro Alcaraz, ma contro il migliore e in questo momento Alcaraz è il migliore”.
Anche la mossa di Carlos a Indian Wells ha fatto flop
Un Alcaraz che, però, ha perso le sue certezze. Nei momenti di maggior difficoltà della semifinale con Medvedev Carlitos s’è girato spesso in modo attonito e incredulo verso il suo box, cercando conforto. Samuel Lopez, il tecnico promosso in pectore dopo il divorzio da Juan Carlos Ferrero, l’ha invitato più e più volte a ricorrere al solito “trucchetto”: coinvolgere il pubblico, trovare conforto nell’incitamento dei tifosi. Le famose dita all’orecchio o i pugni al cielo che tanto avevano impressionato Sinner al Roland Garros, ad esempio. Stavolta neanche quello ha funzionato. Medvedev è stato più freddo del tifo contro. Alcaraz, forse, ha perso un’altra arma a suo favore.