Sinner o Alcaraz? Zverev fa la sua scelta: "Ecco chi preferisco". L'ammissione di Sascha su Big 3 e Olimpiadi
- Postato il 30 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Le sfide accesissime contro i favolosi Big Three del tennis di ieri, ma anche quelle palpitanti contro i New Two del tennis di oggi. La gioia del trionfo in uno Slam e il paragone con l’oro olimpico. C’è di tutto nella significativa intervista concessa da Sascha Zverev a Knossi, in cui il campione tedesco ha avuto modo di fare rivelazioni importanti su di sé e i suoi avversari. Sono in tanti a spingersi a confronti sempre più stringenti tra i campioni del recente passato – Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic – e quelli di oggi, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: Zverev li ha affrontati tutti, il suo è un punto di vista privilegiato.
- Federer, Nadal e Djokovic: i segreti dei Big Three
- Zverev e le sfide con Sinner e Alcaraz: "Scelgo lui"
- Slam oppure Olimpiadi? La confessione di Sascha
Federer, Nadal e Djokovic: i segreti dei Big Three
“L’avversario più difficile che abbia mai affrontato è Djokovic“, ha esordito Sascha. “In realtà, ho un buon bilancio contro Federer anche se ho perso anche diverse partite e ci sono stati giorni in cui semplicemente non riuscivo a batterlo. Ma nel complesso, lui giocava molto velocemente e io avevo la capacità di giocare più velocemente di lui. Non gli piaceva e lo sapevo. Avevo una tattica contro di lui che sapevo come usare. Ho vinto più volte contro di lui di quante ne abbia perse. Nadal? All’inizio era fisicamente troppo forte per me. La situazione è cambiata improvvisamente quando avevo 23 o 24 anni. Da allora, ho vinto tre o quattro volte di fila contro di lui”.
Zverev e le sfide con Sinner e Alcaraz: “Scelgo lui”
Quindi sui due campionissimi di oggi, anche se al momento proprio Zverev – complici i problemi di Alcaraz – si è inserito nel mezzo, piazzandosi al secondo posto del ranking: “A inizio carriera mi divertivo molto a giocare contro Sinner, ora ho perso le ultime sette o otto partite. Ha migliorato molto il suo gioco, è molto costante e non ti regala niente. Ora ti sembra di dover rincorrere per tutto il tempo. Mi diverto di più a giocare contro Alcaraz. A volte perdo, a volte vinco, ma le partite con lui sono sempre incredibili. Abbiamo sempre giocato partite fantastiche, battaglie dure, come quest’anno in Australia, dove abbiamo giocato per cinque ore e mezza. Alla fine ho perso, ma è molto divertente giocare contro di lui“.
Slam oppure Olimpiadi? La confessione di Sascha
Tra i passaggi più significativi, quello sulla differenza tra il successo in uno Slam – atteso per anni e centrato al Roland Garros – e l’oro olimpico nel tabellone del singolare. “Aspettavo da tempo di vincere un Grande Slam, mentre l’oro olimpico è arrivato presto nella mia carriera. Eppure, quell’oro è stato ancora più speciale per me. Non so perché, ma la sensazione era ancora più intensa e forte. Ero nel Villaggio Olimpico, vivevo con la famiglia tedesca, tutta la Nazione era emozionata per il mio successo. Quando sono tornato a casa, ho capito cosa significasse l’oro olimpico per l’intera Germania“.