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Sinner, "niente data": la verità pesantissima sull'infortunio

  • Postato il 7 ottobre 2026
  • Sport
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
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Sinner, "niente data": la verità pesantissima sull'infortunio
Sinner, "niente data": la verità pesantissima sull'infortunio

Il problema non è risolto. Jannik Sinner può riposare, fare terapia e tornare ad allenarsi, ma appena aumenta l'intensità il ginocchio destro torna a farsi sentire. È questo il motivo per cui, al momento, nessuno può indicare una vera data per il suo rientro in campo. Il numero uno del tennis mondiale ha chiuso anzitempo la stagione e ora deve evitare di trasformare un problema fastidioso in un guaio ancora più serio.

La patologia riguarda la bandelletta ileotibiale, una struttura che si trova nella parte esterna della coscia e che, durante determinati movimenti, viene compressa contro l'epicondilo laterale del femore. Da qui arrivano infiammazione e dolore. Nei casi più importanti può comparire anche un edema osseo. Soprattutto, è un problema che può ripresentarsi. Ed è esattamente quello che sta complicando il percorso di Sinner.

 

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A riposo il dolore può diminuire fino quasi a sparire. Ma il tennis è un'altra cosa. Quando aumentano corsa, frenate e cambi di direzione, il ginocchio viene sottoposto a sollecitazioni molto più pesanti. E il dolore può tornare. Il problema, quindi, non si può risolvere guardando soltanto una risonanza. Gli esami possono documentare i miglioramenti, ma non stabiliscono se l'articolazione sia davvero pronta a sopportare un incontro al massimo livello.

 

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"Conta più il dolore di una risonanza": è questo il principio che accompagna il recupero di Sinner. Per questo non esiste una data certa per il rientro. Prima dovrà aumentare progressivamente i carichi, verificare la risposta del ginocchio e soltanto dopo pensare al ritorno in partita. Forzare adesso sarebbe il rischio peggiore. Sinner vuole tornare in campo, ma senza fretta. Il numero uno ha davanti una sola priorità: guarire davvero. Perché il problema non è tornare qualche settimana prima. È riuscire a tornare senza ritrovarsi di nuovo fermo. L’occasione per Sacha Zverev è ghiotta, prendersi la corona del ranking ATP e mitigare quel senso d’inferiorità che lo aveva accompagnato, finché prima Alcaraz e poi Sinner non hanno dimostrato di essere umani anche loro.

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Autore
Libero Quotidiano

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