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Sinner, la solitudine del numero 1 e il silenzio ininterrotto sui nodi rimasti irrisolti

  • Postato il 7 ottobre 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

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Sinner, la solitudine del numero 1 e il silenzio ininterrotto sui nodi rimasti irrisolti

La solitudine dei numeri primi include Jannik Sinner, modello e campione condensati in un unico rappresentante della Gen Z che, in modalità silenzio, ha costruito la sua cortina di protezione. Una scelta ragionata, pur alimentando quell’amarezza che la comunicazione non verbale trasmette in un video di appena qualche secondo. Come può un contenuto racchiudere e comprimere mesi di tentativi, di risultati, di imprese uniche e lodevoli riprese? Si deve imparare a cadere, più difficile è rialzarsi con tanto patire in un tempo ridotto per rispettare il calendario. L’ultima volta che lo abbiamo ammirato, superlativo, in campo era a Wimbledon, secondo successo consecutivo. Nel 2026, statistiche alla mano, ha messo via 44 vittorie contro 3 sconfitte prima della rinuncia. Prima del video che abbiamo visto tutti sul suo account social. Dal suo staff non è stato aggiunto altro, non trapela nulla di più se non la decisione di lasciare per adesso a quel punto esatto la narrazione di quanto stia accadendo a Jannik. Il mistero Sinner moltiplica le domande, i quesiti, i dubbi. Forse una comunicazione oltre i social aiuterebbe a fare chiarezza e ad alleggerire il clima, nel rispetto del libero arbitrio e della sua privacy.

Sinner stop al 2026 per il ginocchio

“Insieme ai dottori abbiamo deciso che il mio ginocchio ha bisogno di un ciclo di trattamenti: significa che il mio 2026 è ufficialmente finito”, ha detto con un primo piano verticale, quasi drammatico Sinner ai suoi follower dal suo account in un reel con gli occhi tristi di chi deve dare una notizia non gradita.

Maglietta nera, espressione seria, Sinner lascia fuori lo swing asiatico, Vienna e pure le sue ATP Finals di Torino, rinate anche grazie al suo impegno, al suo indubbio trasporto ed entusiasmo in una città che ama e che frequenta. Ci saluta e promette di provarci per il 2027. Silenzio. Mistero su ogni altra questione rimasta aperta, linea rispettata da parte del suo entourage che abbiamo provato a contattare senza che nulla fosse sommato a quel video, almeno fino all’istante in cui state leggendo.

Il crollo al Roland Garros e la vittoria a Wimbledon

Certo, l’annata 2026 non era sembrata semplicissima dopo il malore di Parigi, al Roland Garros, e il cedimento che aveva portato a un’uscita dal campo inattesa. Va rispettato Jannik, perché da campione vero ha giocato quella partita fino alla conclusione nonostante lo stato precario che chiunque ha constatato.

Da quell’incontro è iniziato altro? Non proprio, perché poi sono arrivati i successi di Londra, il secondo risultato di fila a Wimbledon e un certo innegabile e importante risultato su Sasha Zverev che adesso diventerà numero 1. Prima dell’epica finale avevamo tremato per via della scivolata durante il match contro Kecmanovic e il timore che si presentassero ripercussioni.

Silenzio dopo Londra

Dopo i controlli al San Raffaele di Milano post Roland Garros, sotto la supervisione del prof. Alberto Zangrillo, nel reparto solventi della struttura ospedaliera milanese in regime di day hospital pareva non vi fosse altro. Non è stato così. Lo abbiamo visto vincere a Londra, certo. Le speranze che proseguisse e riprendesse a giocare, magari agli US Open, erano crescenti. Invece, qualcosa è cambiato almeno nella comunicazione. Solo social. Solo annunci di rinvio al torneo successivo.

I dubbi su quella caduta proprio sull’erba avevano destato domande vere sulle sue condizioni. Su quel ginocchio destro. Sembrava un fastidio quasi nella norma destinato a rientrare in fretta, comparso durante gli allenamenti prima delle trasferte a Montreal e a Cincinnati, come tanti altri che tormentano questi giovanissimi talenti vittime di infortuni e conseguenti stop.

I passaggi obbligati non sono mancati: terapia conservativa al J|Medical, che frequenta con continuità rafforzando il legame con Torino, più i consulti già citati a Milano e Lione – rispettivamente dai prof. Massimo Franceschini e Bertrand Sonnery-Cottet – presso luminari specializzati nei traumi legati al ginocchio.

Qualche segnale di tensione

Nelle ultime settimane abbiamo visto, sui social, che gli allenamenti sono stati fonte anche di sfogo. C’è anche l’incognita – se confermata – di Darren Cahill: il supercoach potrebbe lasciare come aveva già annunciato la scorsa stagione, poi i rumors su mutamenti.

Il silenzio da parte dello staff dopo certe allusioni a possibili rimescolamenti è una scelta ma fa comunque rumore, tanto quanto quel video postato sui social, perché a Sinner il tennis deve molto. Stima, gratitudine e innegabile apprezzamento – come ha ripetuto il presidente della Federtennis Angelo Binaghi – per quel suo modo di porsi rispetto al pubblico e ai giovani a cui tiene, come dimostra la sua Fondazione.

Le parole di Sinner

Prima dell’annuncio e le indiscrezioni, a cui il suo staff tecnico per ora ha preferito non risponderci con altri dettagli, l’unica giornalista a cui ha parlato con disinvoltura e forse un certo cauto ottimismo era stata la fidata amica di Roger Federer, Anna Wintour, icona di Vogue USA. “Beh, se non starò bene a gennaio è un bel guaio…”, aveva ironizzato Jannik a fine evento durante la sfilata Gucci a Milano. Mai battuta fu più simile a un presagio, una profezia. Addio vantaggio in classifica ATP, sorpasso imminente e ammanco importante che, per quel che riguarda il tennis, ha ripercussioni sull’intera macchina che porta con sé un campione. Staff nel suo complesso vincente, saldo e presente attorno a Sinner e che ha contribuito, ciascuno nella proprio misura e in virtù del suo ruolo, a realizzare il sogno di diventare numero 1.

Autore
Virgilio.it

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