Sinner, il 5° set non fa più paura: a Wimbledon Jannik svela il piano per resistere alle maratone e battere il caldo
- Postato il 27 giugno 2026
- Di Virgilio.it
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In questo 2026 Jannik Sinner ha confermato quello che da due anni a questa parte è ormai cosa nota, ovvero che è il giocatore più forte del circuito, con il solo Carlos Alcaraz capace di tenergli testa. I due slam disputati fin qui in stagione ci hanno però anche confermato i pochissimi limiti dell’azzurro, che quando è chiamato a lunghe maratone al quinto set (come capitato all’Australian Open) o a giocare in condizioni di caldo estremo (come è invece successo al Roland Garros) entra in difficoltà. Limiti sui quali Sinner è intenzionato a lavorare con un nuovo piano come svelato in occasione del Media Day a Wimbledon.
- Sinner, le emozioni nel tornare a Wimbledon e la voglia di ripetersi
- I cambiamenti apportati da Sinner: ecco il piano per migliorare la resistenza
- Sinner, gli esami e la consapevolezza: “Dobbiamo allenarci in condizioni di maggiore caldo”
- Sinner mostra il suo lato più umano
Sinner, le emozioni nel tornare a Wimbledon e la voglia di ripetersi
Un anno dopo il primo storico trionfo italiano in singolare a Wimbledon, Sinner è tornato a Londra per difendere il titolo della passata stagione e conquistare il primo slam del 2026, impresa che però è consapevole non sarà così facile: “Sono arrivato qui giovedì scorso quando non c’era nessuno, era forse anche più bello. Sono entrato sul Centrale, ho visto tutto bello, tutto pulito. È stata una bella emozione, però ogni anno è diverso, ogni anno ha la sua storia. So quanto è difficile andare avanti in questo torneo, quanto è importante partire bene per avere più confidenza possibile”.
I cambiamenti apportati da Sinner: ecco il piano per migliorare la resistenza
La prematura sconfitta al Roland Garros ha regalato a Sinner tempo per allenarsi in vista del ritorno in campo a Wimbledon e per lavorare sui suoi pochi limiti, come quello della resistenza evidenziato anche in occasione della semifinale all’Australian Open contro Novak Djokovic, perché si sa, Jannik non è certo uno che lascia le cose al caso, ma un giocatore sempre improntato al miglioramento.
In questa direzione vanno i cambiamenti nel suo allenamento rivelati in conferenza stampa a Wimbledon: “Abbiamo fatto qualche cambiamento, ma piccoli dettagli. Siamo felici al momento per quello che stiamo facendo; non vedremo i risultati qui adesso, è un processo lungo, di diverse partite. Sono contento del lavoro fatto nelle ultime due settimane e mezzo, sono state giornate molto lunghe, mi sono preparato molto bene. Abbiamo cambiato un po’ il lavoro fisico. Una sessione molto più lunga sia in palestra sia in campo l’abbiamo fatta tutta assieme, senza pausa, per sentire tante cose, o almeno più cose possibili di ciò che sentivo in campo. Adesso vediamo come reagisco in campo”.
Sinner, gli esami e la consapevolezza: “Dobbiamo allenarci in condizioni di maggiore caldo”
Sinner ha poi parlato degli esami svolti al San Raffaele dopo quanto capitato al Roland Garros, ammettendo di essere consapevole della necessità di allenarsi sotto il caldo estremo, condizione che spesso lo ha messo in difficoltà come a Parigi e che, come dice lui stesso, rischia di essere un fattore sempre più rilevante col passare degli anni per via del riscalmento globale: “Erano controlli generali per verificare il mio stato di salute, per essere sicuri che fosse tutto a posto dal punto di vista fisico, e così è stato. Tutti i test hanno dato risultati molto positivi. Allo stesso tempo, siamo convinti di doverci allenare in condizioni di maggiore caldo
Mi sembra che ovunque giocheremo farà molto caldo. Ogni anno le temperature aumentano sempre di più. È un tema molto importante. Sono comunque soddisfatto del lavoro che stiamo facendo. Cerchiamo di migliorare nel miglior modo possibile, poi vedremo come andranno le cose in futuro”.
Sinner mostra il suo lato più umano
Infine Jannik ha mostrato anche il suo lato più umano, ammettendo ora di sentire sempre più la necessità di recuperare ciò che piccolo ha sacrificato per diventare il campione che è: “Il mio sogno da bambino è sempre stato di diventare un campione e per farlo ho sacrificato tanto. Famiglia, amici, leggerezza. Adesso non significa che posso rilassarmi, perché so che ho ancora tanti anni davanti, ma sento di aver bisogno di riprendermi un po’ di quello che ho dovuto lasciare quando ero bambino”.