“Sinner è un Djokovic evoluto”, Furlan esalta l’azzurro e smonta Zverev: “Non è al livello di Alcaraz e Jannik”
- Postato il 15 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Secondo l'analisi dell'esperto Furlan, Jannik Sinner rappresenta un'evoluzione significativa del modello di gioco perfezionato da Novak Djokovic. L'azzurro dimostra capacità tecniche e mentali superiori, distinguendosi nel panorama tennistico contemporaneo. Furlan sottolinea come Sinner non solo eguagli, ma superi i colleghi rivali nella ricerca della supremazia mondiale, consolidando il suo status di talento dominante nel circuito professionistico.
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Se c’è un giocatore al quale in più occasioni Jannik Sinner è stato paragonato per le sue caratteristiche e il suo gioco questo è senza dubbio Novak Djokovic, di cui l’azzurro sta seguendo le orme anche in termini carriera. Un paragone che trova d’accordo anche Renzo Furlan, il quale però vede nell’attuale numero 1 una versione più evoluta di Nole.
- Furlan: “Sinner è un’evoluzione di Djokovic”
- Furlan: “Sinner alza il livello nei momenti importanti”
- L’opinione di Furlan sula finale di Wimbledon
- Furlan: “Zverev è cresciuto, ma Sinner e Alcaraz sono di un altro livello”
Furlan: “Sinner è un’evoluzione di Djokovic”
Intervistato dal Corriere dello Sport nei giorni seguenti la fine di Wimbledon, Furlan ha parlato delle somiglianze tra Djokovic e Sinner, specificando come a suo parere quest’ultimo sia una versione più evoluta di Nole in termini di caratteristiche: “Sinner è un Djokovic 2.0. Considero Jannik la versione evoluta di Nole: giocano in maniera simile, muovono tanto la palla, entrambi hanno migliorato il servizio nel corso della loro carriera. Sinner, però, è più potente, la sua palla va più veloce. Sinner ha due qualità spaventose: un repertorio tecnico ormai molto ampio che gli consente di esprimere un tennis eccezionale e la capacità di lavorare. Jannik non si tira mai indietro: va in campo, prova cose nuove e soprattutto assimila subito”.
Furlan: “Sinner alza il livello nei momenti importanti”
Parlando del recente Wimbledon, Furlan ha analizzato il percorso di Sinner, soffermandosi anche sulle difficoltà incontrate nei primi turni ed evidenziando la grande capacità di Jannik di alzare il proprio livello quando necessario sia all’interno della partita che nel corso del torneo come mostrato nei match contro Djokovic e Zverev: “Non è che Sinner non senta la pressione, ma è sempre iper determinato a cercare il particolare che possa migliorare la prestazione. La sua attenzione è sul mettere in campo la migliore versione di se stesso. Ha questo focus pazzesco a cui rimane attaccato, non lo molla mai. La mia sensazione nei primi turni è che abbia giocato con margine: il servizio funzionava bene e si è quindi permesso di provare soluzioni diverse. Da fondo non è parso il solito schiacciasassi, ma ha alzato il livello nei momenti importanti“.
L’opinione di Furlan sula finale di Wimbledon
Furlan ha poi parlato della finale, apparsa in bilico almeno finché Sinner non ha deciso di cambiare marcia: “In finale fino al tiebreak del secondo set ho avuto dei dubbi. Zverev stava esprimendo un livello molto alto e, qualora fosse salito 2-0, non sarebbe stato facile rimontare. Poi semplicemente Sinner ha alzato il livello rispondendo sempre. Una volta scollinato il secondo set la sensazione evidente era che sarebbe finita in quattro set in favore dell’azzurro. Jannik, a quel punto, si è insinuato nelle certezze dell’avversario e il calo del tedesco è stato inevitabile”.
Furlan: “Zverev è cresciuto, ma Sinner e Alcaraz sono di un altro livello”
La finale contro Zverev ha però evidenziato secondo Furlan come, nonostante i progressi compiuti nell’ultimo periodo da Sascha il tedesco non sia ancora al livello di Sinner e Alcaraz: “Nonostante la crescita di Zverev e la fiducia giunta dal successo al Roland Garros, credo che Wimbledon sia la dimostrazione di quanto Sinner e Alcaraz siano di un livello superiore di gran lunga rispetto a tutti gli altri. Possono giocare ad alto livello per ore, senza calare. Anzi, sono in grado di alzare la qualità nei momenti decisivi. Sono gli unici due in grado di farlo”.