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Sinner e le pene dello sport del diavolo: da Medvedev contro Nadal a Musetti con Djokovic, le beffe storiche nel tennis

  • Postato il 28 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Sinner e le pene dello sport del diavolo: da Medvedev contro Nadal a Musetti con Djokovic, le beffe storiche nel tennis

Caro Sinner, non sei solo. Perché milioni di appassionati comprendono perfettamente lo stato d’animo di chi s’è ritrovato a un passo dal conseguire una vittoria che definire “scontata” è quasi banale (6 game appena concessi in poco meno di due ore di partita: serve altro per dare un’idea di ciò che stava maturando?), ma soprattutto perché non è la prima volta che una vittoria che pareva ormai già pronta per essere consegnata agli annali si trasforma in una sconfitta atroce, soprattutto per il modo con il quale è maturata. Roba che forse, quando Jannik è andato a servire sul 5-1 del terzo set, nemmeno si accettavano più scommesse su un’eventuale vittoria di Cerundolo.

Sinner, che beffa: un anno fa i 4 match point con Alcaraz

È successo qualcosa di impensabile, ma Sinner non è da solo. Perché la storia del tennis è fatta anche di partite vinte diventate in un attimo partite perse, che a ripensarci dopo viene ancora da starci male. Rimonte impossibili che fanno parte del gioco e che confermano una volta di più quanto il tennis sia realmente lo sport “del diavolo”. Perché finché l’ultima pallina non cade nel campo avversario, e quindi l’ultimo punto viene chiuso, non si può sapere come andrà a finire.

Se ne accorse proprio Sinner un anno fa, sempre sullo Chatrier, quando per 4 volte andò a giocarsi lo scambio che avrebbe dovuto consegnargli il primo titolo sulla terra rossa parigina. La storia ha raccontato un’altra versione: Alcaraz che disinnesca i match point, rialza la testa e va a conquistare una vittoria per la quale (c’è da crederlo) potrà godere di luce riflessa per tutta l’esistenza.

E fa male pensare che proprio quest’anno che Alcaraz a Parigi non è andato sia stato proprio un colpo di calore a impedire a Sinner di andare a prendere il trono, rimasto chiaramente vacante. Se fa più male quella sconfitta o quella odierna contro il più piccolo dei fratelli Cerundolo è difficile stabilirlo a priori, perché ognuno avrà un suo parere al riguardo. Di sicuro c’è che fanno entrambe un male cane, e questa è l’unica cosa che rimane.

La beffa clamorosa: 18 palle match annullate!

Di rimonte epiche il mondo del tennis ne ha raccontate a iosa. Anche se la più celebre ha il volto di due atlete che non hanno propriamente lasciato chissà quale traccia nella storia del gioco. Certo Ann Hulbert nel 1983 riuscì a mandare a referto un’impresa oggettivamente quasi impossibile: avanti 6-0 5-0 e 40-0 nel match di qualificazione al main draw degli US Open, opposta a Barbara Christine Bramblett, doveva semplicemente mettere l’ultimo punto e andare a pensare a ciò che sarebbe successo nel turno successivo.

E invece Hulbert fece qualcosa che non si era mai visto prima: non sfruttò 18 palle match (avete letto bene: 18!) e di colpo vide la luce spegnersi, consentendo alla rivale di risalire la china e rimettere in piedi una partita che definire morta e sepolta è un eufemismo. “Ogni pallina che rispedivo indietro cadeva dalla parte giusta del campo e a un certo punto ero io stessa la prima a non voler credere a ciò che stavo vedendo”, ammetterà anni dopo Bramblett. Che quella partita la vinse per 0-6 7-5 6-3, partita che doveva essere una come tante, ma che divenne “la partita della rimonta impossibile”.

Rubin di palle match ne annullò 9 contro Novotna

A Chanda Rubin, proprio sulla terra di Parigi nel 1995, contro Jana Novotna servirono 9 palle match da annullare per riscrivere la storia di una partita ormai andata: aveva vinto il primo set al tiebreak, perso il secondo 6-4 ed era sotto 5-0 e 40-0 nel terzo, ma alla fine la 19enne Rubin riuscì a rimontare e a vincere per 8-6, ritagliandosi la sua nicchia nella storia del gioco.

Abbastanza clamorosa fu anche la sconfitta del croato Mario Ancic nel Challenge di Ostrava del 2010 contro Ivo Minar, che nel terzo set era sotto 5-0 40-0, riuscendo a sua volta a riprendersi e a vincere per 7-5 l’ultimo e decisivo parziale.

Nadal, lo specialista delle rimonte al terzo: Medvedev e Andujar ne sanno qualcosa…

Tra le rimonte più famose, impossibile non menzionare quella che Rafa Nadal mandò a referto nel 2011, sempre a Parigi, contro Pablo Andujar: era sotto 5-1 40-0 in un set che pareva andato, ma che divenne preda del mancino di Manacor, capace di annullare 9 set point e di vincere al tiebreak (era il terzo e decisivo set, visto che Rafa era avanti 2-0).

Più pesante fu la rimonta mandata a referto sempre da Nadal nel match del round robin delle Finals 2019 contro Medvedev: sotto 5-1 40-30 nel terzo e decisivo set, annullò la palla match avuta a disposizione dal russo e poi andò a vincere al tiebreak. Ma quel che ha fatto Cerundolo ha un peso diverso: Sinner ha fatto un po’ la fine di Musetti contro Djokovic a Melbourne, quando era avanti 2-0 e per colpa di un problema fisico s’è ritrovato costretto a ritirarsi.

Autore
Virgilio.it

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