Sinner e la Heat Rule nel mirino degli USA, Roddick: “Ha stravolto l'Australian Open, fossi Spizzirri sarei impazzito”

  • Postato il 25 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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Chissà cosa ne sarebbe stato di Jannik Sinner se non avessero chiuso il tetto nel suo match di terzo turno. Questa è la domanda che certamente molti si stanno facendo, soprattutto negli Stati Uniti d’America, dove tifosi e appassionati si stavano pregustando l’impresa di Eliot Spizzirri. Le insostenibili temperature di Melbourne hanno però richiesto l’intervento della Heat Rule, regola che secondo Andy Roddick ha stravolto completamente questa edizione dell’Australian Open e che per Steve Johnson dovrebbe essere rivista per evitare che si verifichi nuovamente una situazione come quella tra Sinner e Spizzirri.

Cos’è successo nella sfida tra Sinner e Spizzirri

Contro Spizzirri all’Australian Open Sinner ha vissuta una delle giornate più complicate della sua carriera su un campo da tennis. Completamente spossato dal forte caldo, l’azzurro è stato vittima di forti crampi che gli stavano quasi impedendo anche solo di stare in piedi sulle proprie gambe e per alcuni istanti si è temuto che quella potesse essere la fine della corsa per lui. In soccorso del n°2 ATP, che rischiava di trovarsi sotto due set a uno, è però arrivata la heat rule, che ha comportato la chiusura del tetto per abbassare le temperature nello stadio e una pausa utile a Jannik per riprendersi dai crampi, tornare competitivo e poi vincere in quattro set.

Roddick: “Sinner era cotto, fossi stato in Spizzirri sarei uscito di testa”

Il tempismo dell’applicazione della Heat Rule, invocata dall’arbitro dopo che Spizzirri si era portato avanti di un break nel terzo set, è però risultato particolarmente favorevole a Sinner, tanto che nell’ultima puntata del suo podcast Served, Roddick ha evidenziato come senza la chiusura del tetto Jannik sarebbe stato eliminato e di come dunque quella regola abbia stravolto l’Australian Open: “Poco prima che il giudice di sedia prendesse la sua decisione ero sicuro che se non avessero chiuso il tetto Sinner avrebbe perso. È difficile recuperare da una situazione di crampi come quella quando devi continuare a usare il tuo corpo. Anche Cahill li ha detto in poche parole di lasciar andare il terzo set. Quella regola ha cambiato le dinamiche di tutto il torneo, Sinner era cotto e se fossi stato Spizzirri sarei uscito di testa”. Contrariamente ad alcuni tifosi, per l’ex n°1 statunitense però quello non è stato un trattamento di favore degli organizzatori nei confronti di Sinner: “Nulla di controverso, come ha detto lui stesso è stato fortunato”.

Steve Johnson: “La Heat Rule non dovrebbe essere applicata durante un set”

A discutere di quanto capitato nel terzo turno dell’Australian Open sono stati anche i protagonisti di Nothing Major Podcast nel corso della loro ultima puntata, in cui hanno difeso la scelta del giudice di sedia e spiegato come Sinner non abbia ricevuto alcun trattamento di favore. La regola in sé però secondo Johnson dovrebbe essere leggermente modificata, un pensiero scaturito ovviamente dal tempismo molto favorevole nei confronti di Jannik, di cui hanno anche tessuto le lodi per essere riuscito a tirarsi fuori da una situazione estremamente complicata: “Capisco che ci sia questa regola e che venga di conseguenza rispettata, l’unica cosa che non mi piace è che sia stata usata a metà set. Non credo debba essere applicata durante un parziale, penso debbano attendere la fine e poi chiudere il tetto. Comunque è impressionante come Sinner sia riuscito a gestire le emozioni, le energie e i crampi a mani, braccia e gambe e a vincere”.

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