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Sinner e il sogno di Roma. Furlan: “E’ un dominatore, serve la rivalità con Alcaraz”

  • Postato il 4 maggio 2026
  • Di Panorama
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  • 4 min di lettura
Sinner e il sogno di Roma. Furlan: “E’ un dominatore, serve la rivalità con Alcaraz”

La lezione di tennis impartita a Zverev a Madrid, la striscia di record che si allunga e quella ancora da scrivere che si accorcia. Jannik Sinner sta ridisegnando i confini del suo dominio sul tennis mondiale, imperatore di quattro continenti (manca l’Africa ma non per colpa sua) con nel mirino il giardino di casa. Roma, Foro Italico. Un anno fa la finale persa contro Alcaraz ma vissuta come un regalo e come conferma che il lungo momento di sospensione e difficoltà si poteva lasciare definitivamente alle spalle.

Oggi Sinner torna agli Internazionali d’Italia con testa e target differente. La pressione è tutta sulle sue spalle: vincere e completare a soli 24 anni l’elenco dei Master 1000 conquistati in carriera. Alla vigilia delle due settimane romane Panorama.it presenta il torneo del Foro Italico in un colloquio con Renzo Furlan, ex tennista azzurro, allenatore e talent della squadra tennis di Sky Sport che racconterà gli Internazionali d’Italia dal primo all’ultimo punto.

E’ arrivato il momento di scrivere il nome di un altro italiano dopo Panatta 1976 nell’albo d’oro del singolare maschile di Roma?

“Non c’è dubbio. I due più grandi competitor al mondo, quelli che sono favoriti in tutti i tornei, sono Alcaraz e Sinner. Mancando Alcaraz, il favore per Sinner che non sta perdendo da Doha, metà febbraio. Se conquistasse anche Roma diventerebbe davvero un dominatore assoluto”.

L’assenza di Alcaraz è un vantaggio indubbio in campo, ma quando i ruoli erano invertiti e Sinner era fermo per la sospensione lo spagnolo non ha giocato il suo miglior tennis.

“Sono giocatori che hanno la stessa mentalità, si stimolano molto l’un l’altro. Si percepiscono, e la percezione è corretta, come nettamente più forti di tutti gli altri. E quindi la motivazione che li spinge sempre a migliorare è dettata proprio dalla loro grande rivalità. Non è un caso che Jannik qualche giorno fa abbia proprio spiegato di augurarsi un veloce rientro di Carlos. Sarebbe un peccato se lo spagnolo non giocasse Parigi e lo sarebbe anche per Sinner perché vuole vincere Parigi, ma vuole farlo battendo il più forte giocatore al mondo su quella superficie”.

Lo sport vive di rivalità. Anche la grandezza di un campione, e Sinner lo è, alla lunga si misura sulla presenza di avversari del suo livello. O no?

“Verissimo ed è successo anche nel passato recente con Federer, Diokovic e Nadal ai quali si è aggiunto anche Murray. Prima ci sono stati Sampras e Agassi, Sampras e Courier, prima ancora Connors e McEnroe, McEnroe contro Borg, Connors e Borg. Le rivalità fanno sì che si crei un interesse maggiore verso quello sport, alzano il livello dei competitor e sono un beneficio per tutti”.

Al netto dell’assenza di Alcaraz, Jannik che stiamo vedendo sulla terra rossa è migliorato rispetto all’anno scorso, sempre ricordando che l’anno scorso Sinner ha avuto tre match point per vincere Roland Garros?

“Jannik si migliora costantemente. Se gli chiedi dove preferisce giocare lui ti darà sempre indoor e nelle superfici rapide, però è anche vero che è talmente completo, allenato e motivat che non c’è poi alla fine una vera distinzione tra le superfici. L’anno scorso ha fatto due finali a Roma e Parigi e le ha perse solo perché ha giocato due volte con Alcaraz. Ci ha lavorato su, è molto più sicuro e in questo momento ha talmente tanta fiducia che il suo tennis non perde smalto passando dal cemento alla terra rossa”.

Dobbiamo essere preoccupati per l’infortunio di Alcaraz?

“Il problema del polso è che è il polso destro. Bisogna capire l’intensità del danno, girano diverse teorie, però la verità e che questi infortuni sono maledetti, ti tengono fuori almeno un paio di mesi e io ho il sospetto che difficilmente potrà essere pronto non solo per Parigi ma anche per Wimbledon. Anche quando tornerà in campo, ci vorranno tempo e sacrificio perché il polso non deve solo guarire ma deve ritrovare elasticità, forza e trasmettere fiducia nel poter dare il massimo con il tipo di gioco che si pratica”.

Sinner e il sogno di Roma. Furlan: “E’ un dominatore, serve la rivalità con Alcaraz”
Renzo Furlan (Ansa)

Gli Internazionali d’Italia aprono l’estate del grande tennis anche in tv. Esclusiva di Sky Sport, saranno coperti integralmente anche in streaming su Now, una maratona che dopo il Foro Italico vivrà di oltre 40 tornei Atp e del Wta compresi gli Slam di Wimbledon (luglio) e degli UsOpen a settembre.

Oltre alle dirette dei match, il filo conduttore di due appuntamenti: Sky Tennis Show, studio che accompagnerà ogni giornata di gara con Eleonora Cottarelli e Alessandro Lupi, la presenza fissa in studio di Ivan Ljubicic e la partecipazione di Flavia Pennetta, Renzo Furlan e degli altri talent e il racconto quotidiano Gli Internazionali di Ljubo, analisi quotidiana di Ivan Ljubicic disponibile ogni mattina sulle principali piattaforme online sotto forma di podcast olgre che sul sito di Sky Sport e sul canale Youtube dell’emittente satellitare.

Accanto alla copertura integrale del torneo ci sarà spazio anche per contenuti editoriali che raccontano la storia dei protagonisti del tennis come Tennis Heroes – Panatta, disponibile on demand, con il nuovo episodio della serie dedicata al 1976, l’anno magico, a cinquant’anni dalla vittoria agli Internazionali d’Italia, al Roland Garros e in Coppa Davis. Con Panatta presente Paolo Bertolucci nella riproposizione della coppia iconica del tennis italiano degli anni Settanta.

Autore
Panorama

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