“Sinner e Alcaraz non hanno rivali”. Fognini snobba Zverev e Shelton nonostante lo US Open: “Gap troppo elevato”
- Postato il 17 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Secondo Fabio Fognini, il dominio di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz nel tennis mondiale rimane incontrastato nel 2026. Nonostante i progressi evidenti di Alexander Zverev, Ben Shelton e altri giovani talenti del circuito, l'ex campione italiano sottolinea come il divario tecnico tra i due fenomeni e il resto della competizione sia ancora troppo ampio per permettere reali sfide. Un'analisi che rispecchia la straordinaria superiorità mostrata dai due campioni negli ultimi tornei stagionali.
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In questo 2026 ci si attendeva un prosieguo del dominio firmato Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Dopo due stagioni in cui i due fenomeni della racchetta hanno fatto incetta di titoli, quest’anno l’azzurro e lo spagnolo si sono però dovuti accontentare di un solo slam a testa, con Alexander Zverev che si è aggiudicato il Roland Garros e lo US Open. Questi risultati però non sono dovuti a un calo di Sinner e Alcaraz o alla crescita dei loro rivali, bensì dai guai fisici che hanno colpito Jannik e Carlos, che infatti secondo Fabio Fognini rimangono ancora nettamente superiori a tutti gli altri giocatori del circuito, compreso lo stesso Sascha.
- Fognini: “Sinner e Alcaraz non hanno rivali"
- Zverev il più vicino, ma per raggiungere Sinner e Alcaraz manca un ulteriore step
Fognini: “Sinner e Alcaraz non hanno rivali”
C’è chi dopo i successi al Roland Garros e allo US Open vede in Zverev il possibile nuovo terzo incomodo nella rivalità tra Sinner e Alcaraz. A questo gruppo non appartiene Fognini, che anche dopo lo slam newyorkese non sembra aver cambiato opinione sui valori nel circuito maschile, ribadendo a Sky Sport quanto a suo parere Jannik e Carlos siano ancora troppo superiori rispetto a chiunque altro al momento: “Non vedo un giocatore che possa impensierire o Sinner o Alcaraz. Zverev è più solido, Shelton gioca bene per carità, è un fenomeno anche lui, ha fatto una grandissima stagione e giocherà le ATP Finals a Torino. Jannik e Carlos giocano un altro tennis, per il resto, sei nei primi dieci, quelli che vanno al n°5 o 6 del mondo sono dei fenomeni, però secondo me non riescono ancora a impensierirli, soprattutto nei tornei importanti, dove Jannik, poverino è stato male (al Roland Garros, ndr), ma quante volte la può perdere quella partita su un milione? Carlos è tornato e nonostante sia stato quattro mesi e mezzo fermo ha fatto una partita incredibile, forse la migliore del torneo contro Shelton e quasi per poco, perché ho visto il tie-break e l’ha giocato veramente male. Quindi quello che dico è che sotto sono fortissimi, sopra sono fortissimi, ma c’è un gap a livello mentale, fisico e di risultati, perché alla fine parliamo di quello, che è troppo elevato”.
Zverev il più vicino, ma per raggiungere Sinner e Alcaraz manca un ulteriore step
Pur condividendo l’opinione di Fognini, è innegabile il fatto che Zverev in questo 2026 abbia ridotto il gap con Sinner e Alcaraz a partire dalla vittoria del Roland Garros che sembra averlo finalmente liberato da quel macigno che si portava dietro e avergli permesso di esprimersi al meglio negli slam, come dimostrato soprattutto a Wimbledon, torneo dove in passato aveva estremamente faticato.
Nonostante ciò Sascha non può ancora essere considerato un serio rivale di Jannik e Carlos. Questo perché – senza togliere nulla alla crescita avuta in stagione – Zverev non ha ancora dimostrato di aver superato i suoi reali limiti, quelli che in passato gli avevano impedito di vincere altri Major. Il tedesco ha infatti sempre faticato ha battere i top player negli Slam, tendenza che anche quest’anno non è riuscito a invertire collezionando solo due vittorie contro top-10 (Fritz a Wimbledon e Shelton allo US Open), anche se più per colpa dei suoi rivali che si sono fatti fuori da soli uscendo precocemente in tutti gli slam che per demeriti propri.
Inoltre, per essere considerato davvero un rivale di Sinner e Alcaraz, prima Zverev dovrebbe batterli (quando sono al meglio fisicamente) in un torneo importante, perché al momento sembra davvero difficile per Jannik considerare una minaccia un giocatore che hai battuto (e abbastanza nettamente nella maggior parte dei casi) dieci volte negli ultimi dieci confronti diretti, e anche con Carlos la situazione non è tanto migliore, soprattutto negli slam.