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Sinner adesso fa il... pilota tra Montecarlo e Torino: per qualche giorno ancora solo riposo e terapie. Poi rotta sulla Cina

  • Postato il 26 agosto 2026
  • Di Virgilio.it
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Sinner adesso fa il... pilota tra Montecarlo e Torino: per qualche giorno ancora solo riposo e terapie. Poi rotta sulla Cina

Dalla racchetta al volante il passo è decisamente breve. Anche se oltre 500 chilometri in un giorno non sono uno scherzo per chi, come Jannik Sinner, di solito è abituato a essere trasportato da una parte all’altra del mondo come passeggero. Ma da Montecarlo a Torino la tratta la conosce a menadito: poco meno di 270 chilometri ad andare e altrettanti a tornare, e visto che di questi tempi non c’è modo di scendere in campo a lavorare, tanto vale mettersi al volante e provare a trovare la concentrazione guidando. L’ha fatto anche martedì mattina, magari lo rifarà anche nei prossimi giorni, con lo J Medical Center divenuta la destinazione più cliccata sul navigatore di bordo.

Almeno un mese prima di tornare in campo (a Pechino)

Sinner a Torino sta cercando di capire meglio come uscire dall’empasse nel quale s’è andato a ficcare da un mese a questa parte. Con quel ginocchio destro malandrino che lo ha costretto prima a rallentare gli allenamenti, poi a rinunciare a Montreal (anche se la rinuncia sarebbe arrivata lo stesso), quindi a Cincinnati. La rinuncia più gravosa è stata però quella agli US Open, guarda a caso il torneo dove al contempo rimetterà piede nel circuito Carlos Alcaraz.

Da qualche giorno per Sinner il programma quotidiano prevede soltanto riposo e fisioterapia: non è dato sapere quando potrà tornare ad allenarsi con la racchetta, e secondo i ben informati non dovrebbe accadere in questa settimana (forse nemmeno nella prossima). Dopotutto adesso non c’è fretta di tornare a giocare: i prossimi appuntamenti distano oltre un mese, e prendersi tutto il tempo necessario per far sparire l’infiammazione all’articolazione del ginocchio destro appare la scelta più sensata.

Le prospettive anche a livello ranking

Quando tornerà in campo Sinner? Sulla carta, gli appuntamenti asiatici che aprono l’ultima parte di stagione sembrano essere quelli più indicati ad accogliere il ritorno del numero uno del ranking mondiale. Dopotutto a settembre, terminati gli US Open, il programma ATP prevede una sorta di stasi: dal 14 al 21 c’è spazio solo per il secondo turno di Davis Cup, cui l’Italia è esentata essendo già qualificata per le Finals di Bologna di novembre. Dal 21 al 28 spazio alla Laver Cup (alla quale Sinner non avrebbe comunque partecipato) e ai 250 di Hangzhou e Chengdu, appuntamenti che comunque non avrebbe avuto alcuna possibilità di vedere all’opera l’altoatesino.

Pertanto appare abbastanza scontata l’ipotesi che Sinner voglia ripresentarsi tirato a lucido a Pechino, dove lo scorso anno vinse battendo in finale Learner Tien (sarebbe la quarta partecipazione consecutiva: dal 2023 a oggi ha perso solo un incontro, cioè la finale 2024 con Alcaraz), per poi spostarsi a Shanghai e affrontare il penultimo Masters 1000 della stagione.

Peraltro a Shanghai il quadro che si presenterebbe ai suoi occhi sarebbe interessante anche a livello ranking, dal momento che lo scorso anno uscì al secondo turno contro Griekspoor e pertanto sarà uno dei pochi appuntamenti in cui avrà pochi punti da difendere. Perché quella con l’olandese fu l’ultima sconfitta dell’anno solare (peraltro dettata da un problema fisico): successivamente Jannik vinse a Parigi-Nanterre e conquistò anche le Nitto ATP Finals, chiudendo in gloria un’annata che pure lo vide scendere al secondo posto a fine anno alle spalle di Alcaraz.

Perché Sinner sarà comunque numero 1 a fine anno

Il fatto che la lotta alla numero uno mondiale non sia sostanzialmente in ballo a stretto giro di posta è tra le ragioni che inducono Sinner a non fare le cose di fretta. Perché quest’anno nessuno potrà realisticamente insidiarne la numero uno, posizione da rimettere in ballo semmai nella primavera 2027 quando Alcaraz non avrà punti da difendere sulla terra (se si eccettuano i 700 raccolti tra Montecarlo e Barcellona) e tantomeno sull’erba, mentre Sinner complessivamente dovrà far fronte a 5.060 punti in uscita da aprile a luglio inoltrato (i 1.000 di Montecarlo, Madrid e Roma, i 60 di Parigi e i 2.000 di Wimbledon).

Zverev al contempo rappresenta una minaccia relativa: solo vincendo a Flushing Meadows e facendo bottino pieno nei due Masters 1000 di fine stagione potrebbe garantirsi la chance di chiudere l’anno da numero uno. Per quanto visto nelle ultime settimane, una prospettiva non troppo realistica.

Autore
Virgilio.it

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