Sinner a Roma e "la bestiaccia": la profezia cupa di Panatta e Bertolucci
- Postato il 3 maggio 2026
- Sport
- Di Libero Quotidiano
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Sinner a Roma e "la bestiaccia": la profezia cupa di Panatta e Bertolucci
Nemo propheta in patria, o quasi. Adriano Panatta e Paolo Bertolucci, compagni in campo ai tempi della Coppa Davis e sodali fuori, tra telecronache, commenti e cene, si lanciano a Tennis Heroes su Sky Sport in una profezia sugli imminenti Internazionali di Roma al via dopo il Masters 1000 di Madrid.
"Il Foro Italico era casa, la nostra casa", premettono con un pizzico di nostalgia per gli anni Settanta. "A Roma c'era il polline e io soffrivo", rivela Bertolucci con l'amico Panatta che lo sfotte: "No, secondo me era colpa dell'amatriciana...".
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La loro epoca era inimmaginabile, per il tennis ultra-professionista di oggi. Il mitico Gianni Minà, per dire, li intervistava direttamente durante i cambi di campo. "Visto oggi, è fantascienza - ammette Panatta -. All'epoca era diverso, con Minà ci frequentavamo, si usciva la sera insieme".
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C'è poi il fattore-pubblico: "Molto esigente - spiega Panatta, idolo di casa -. Mi ha sempre aiutato ma quando non giocavo bene, mi massacrava. Sarei contento se dopo 50 anni vincesse questa edizione un italiano. Abbiamo Sinner e Musetti che hanno buone possibilità. Poi dipende da tante cose. Il Foro Italico è una bestiaccia per gli italiani". "A Roma c'è più pressione e i nostri la sentono", conferma Bertolucci, viareggino adottato dalla Capitale. Possibili outsider? Difficile, perlomeno tra gli italiani: Flavio Cobolli, attesissimo romano de Roma, "non è ancora competitivo" per la vittoria finale, sentenziano gli ex capitani azzurri.
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