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Simone Inzaghi avvisa l’Inter e studia l’inglese sognando la Premier: il sogno sul figlio e il grande rimpianto

  • Postato il 22 agosto 2026
  • Di Virgilio.it
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Simone Inzaghi avvisa l’Inter e studia l’inglese sognando la Premier: il sogno sul figlio e il grande rimpianto

Per vedere il campionato italiano ha dovuto istallare una serie di App sul telefonino perchè le tv saudite trasmettono solo Premier, Liga e Champions, Simone Inzaghi oltre a preoccuparsi del suo Al Hilal – che ha vinto già le prime 3 partite, 2 di campionato e 1 di coppa – segue e si aggiorna su tutto. Intervistato da Il Giornale parla del figlio 13enne bomber dell’Under 15 dell’Al Hilal («Lorenzo è un ragazzo molto determinato. Oggi gioca, si impegna al massimo e soprattutto si diverte. Domani, chissà. Quello che più mi rende orgoglioso è sapere che ci mette il cuore in tutto quello che fa. E vederlo giocare con la maglia col numero 21, il mio numero, è ancora più bello»), della “sua” Inter e del futuro.

Il sogno europeo di Simone

Per Inzaghi è il secondo anno in Arabia Saudita ma potrebbe essere anche l’ultimo, visto il contratto in scadenza: «Sono molto dentro al presente, il futuro può aspettare. Qui ho tutto e voglio dare tutto a questo club. L’anno scorso siamo stati l’unica squadra imbattuta al mondo, quest’anno vogliamo alzare nuovi trofei. L’Italia è nel mio cuore, l’Europa sarebbe un grande stimolo. Il mio inglese è migliorato molto, la lingua non sarebbe un ostacolo».

L’incubo della finale di Istanbul

Già, l’Europa. Il suo unico cruccio delle 217 partite sulla panchina dell’Inter: «Rigiocherei la finale di Istanbul, meritavamo di più. Siamo andati vicino a un miracolo sportivo contro la squadra più forte dell’ultimo decennio». Anche per Inzaghi la squadra di Chivu è la grande favorita: «Sulla carta sì, ma poi c’è il campo. e le squadre competitive sono molte, dal Milan, al Napoli, dalla Juventus alla Roma e al Como. All’Inter ho vissuto 4 anni meravigliosi.

Abbiamo vinto 6 trofei, giocato 2 finali di Champions e siamo rimasti sempre competitivi, anche in un periodo nel quale il club doveva essere molto attento sul mercato. La dirigenza è stata bravissima, risanando un bilancio vicino al collasso e a me non hanno mai nascosto nulla. Non ho mai vissuto queste difficoltà come un alibi, sono stati uno stimolo. Abbiamo costruito, fatto crescere giocatori, creato valore e dato all’Inter una mentalità ancora più forte».

Il rimpianto per Maldini e Leonardo

Dopo un passaggio sui Mondiali («Il livello è stato alto. Belli da vedere per i tifosi e anche per un allenatore come me. Grande Spagna, che non ha tradito se stessa nemmeno nelle difficoltà e ha vinto con merito. E Rodri merita un altro Pallone d’Oro, perché è uno che non pensa a fare vedere quanto è bravo, ma a fare giocare meglio la sua squadra») un pensiero alla Nazionale: «Abbiamo il miglior punto di partenza possibile: la passione di una intera nazione, è ora di non disperdere oltre questo patrimonio. Malagò ha tanta esperienza, Roberto Mancini è stato mio compagno di squadra e poi mio allenatore.

Ha già vinto, sa come si fa, come si crea un gruppo. In un momento delicato, esperienza e serenità possono aiutare molto, per questo credo che anche Ranieri sarà prezioso. Poi però ci sono da fare le riforme, perché il calcio italiano non è solo la Nazionale. Serve un lavoro lungo: formazione dei ragazzi, qualità degli allenatori delle giovanili, spazio reale ai ragazzi italiani, dialogo continuo tra federazione e club. Per questo credo che anche il lavoro di Maldini e Leonardo sarebbe stato importante».

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Virgilio.it

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