Silvia Salis, l'ultima trovata: l'identità 'alias' per i dipendenti comunali di Genova
- Postato il 3 agosto 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Silvia Salis, l'ultima trovata: l'identità 'alias' per i dipendenti comunali di Genova
No, non è uno scherzo. Silvia Salis annuncia l'identità alias. Secondo la sindaca di Genova, che con un occhio guarda a porti ben più lontani, la tutela dei diritti Lgbtqia+ del Comune passa da badge, indirizzi email, strumenti di identificazione visiva. Ma anche abbonamenti alla piscina, ai mezzi pubblici o la tessera della biblioteca. Insomma, per la prima cittadina l'identità alias tutela i dipendenti comunali transgender. L'atto di indirizzo, proposto dall'assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone e approvato all'unanimità, impegna l'amministrazione a fornire un profilo alternativo associando il nome di elezione del lavoratore o della lavoratrice ai sistemi informativi interni e gli strumenti di identificazione.
[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48727259]]
Un provvedimento che verrà presto esteso anche ai cittadini. "L'adozione della carriera e dell'identità alias non è soltanto un dovere - sottolinea Bruzzone secondo quanto riportato dall'Ansa - ma è anche e soprattutto un chiaro segnale di riconoscimento, civiltà e rispetto che vuole tutelare le persone transgender all'interno del nostro ente e la cittadinanza nell'interfacciarsi con i servizi civici. Vogliamo che venga eliminato ogni ostacolo od occasione di disagio per le persone trans, sia sui luoghi di lavoro comunali che nell'accedere alle nostre strutture, di ogni tipo".
[[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48741779]]
L'aspetto innovativo del provvedimento sta anche nell'estensione dell'identità alias ai rapporti con l'utenza esterna nei servizi caratterizzati da fruizione continuativa o ricorrente come biblioteche, musei, impianti sportivi e altri servizi di comunità. "Genova riafferma con forza il proprio impegno contro ogni forma di discriminazione e omolesbobiatransfobia - rimarca - e lo facciamo attuando i principi previsti dagli articoli 2 e 3 della Costituzione e gli articoli 1 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, che garantiscono la dignità e il diritto all'autodeterminazione di ogni persona in ordine al proprio orientamento sessuale e all'identità di genere".
Continua a leggere...