Sigfrido Ranucci, ipotesi-choc di Repubblica: "L'attentato per spingerlo politicamente"
- Postato il 8 luglio 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Sigfrido Ranucci, ipotesi-choc di Repubblica: "L'attentato per spingerlo politicamente"
"Vendetta o favore?" si domandava Alessandro Sallusti sulle colonne di Libero. E non solo lui. L'attentato a Sigfrido Ranucci, il cui mandante sarebbe l'amico Valter Lavitola, insospettisce anche Repubblica. Il quotidiano, da sempre vicino al Ranucci-pensiero, non può non sollevare qualche dubbio. Ed ecco che a poche ore dalle accuse contestate dal pm all'ex editore e giornalista, si legge: "Alla fine di questa triste storia, come diceva Vasco Rossi, qualcuno forse troverà il coraggio di spiegare come sia stato possibile, in quale universo parallelo è potuto accadere che il principe del giornalismo investigativo, Sigfrido Ranucci, si sia trovato a fare coppia fissa, tavolo insieme, confidenze, progetti e amicizie, famiglie e chissà cos'altro con il principe degli intrighi: Valter Lavitola".
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Lo stesso conduttore di Report, appresa la notizia, si è detto "sconvolto, Lavitola è un amico" e ha ammesso che da anni i due si sentono "quasi tutti i giorni". "Ranucci - scrive il quotidiano diretto da Mario Orfeo - conferma oggi che Lavitola fosse diventato una sua fonte, lo aiutava con alcune inchieste, magari arrivava a ravanare dentro bidoni, a frugare in antri dove un cronista ufficiale di Report non avrebbe avuto accesso, chissà (...). L'amicizia si allarga anche alle famiglie, ai figli".
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L'ultima trovata dell'ex galeotto? Per Repubblica includeva proprio il giornalista: "Mescolando risotti allo scoglio nella cucina di Monteverde, Lavitola sognava il conduttore di Report come il papa straniero che poteva salvare il centrosinistra dal duello Schlein-Conte, il federatore dotato del carisma per vincere le elezioni e arrivare a palazzo Chigi. Si era fatto fare dei sondaggi, consultava esperti. 'E quando tu sarai presidente del Consiglio, io sarò il tuo Gianni Letta', fantasticava Lavitola a cena con Ranucci. Oggi, prima dell'interrogatorio, Lavitola con gli amici si professa innocente, nega di aver tradito il suo 'amico fraterno', si dichiara vittima di un clamoroso errore". E se invece fosse tutto vero? "A quel punto andrebbe aperto lo scrigno delle possibili motivazioni". E chissà, magari "un finto attentato per far passare Ranucci come vittima della mafia. Chi avrebbe potuto toccarlo a quel punto? Un delitto sì, ma di amicizia, fatto per amore. La verità, forse, ce la racconterà lo stesso Lavitola tra qualche anno".
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