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Sicurezza a Savona, l’opposizione: “Più forze dell’ordine in strada”. Il sindaco: “Serve affrontare il disagio sociale”

  • Postato il 31 luglio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Sicurezza a Savona, l’opposizione: “Più forze dell’ordine in strada”. Il sindaco: “Serve affrontare il disagio sociale”

Savona. Acceso confronto sul tema della sicurezza nel consiglio comunale di ieri pomeriggio con la presentazione di due mozioni (una dell’opposizione una della maggioranza).

Il consigliere Manuel Meles ha presentato le quattro proposte contenute nel documento: controlli per le spiagge, inserimento di Savona nell’Operazione “Strade Sicure”, individuazione delle “zone rosse”, assunzioni nella polizia locale. La minoranza chiede “assunzioni stagionali di agenti della polizia locale, servizi rafforzati nelle fasce e nelle aree più critiche e istituzione di un’unità operativa specificamente dedicata alla sicurezza urbana”.

Tra le richieste anche “l’individuazione delle ‘zone rosse’, con controlli mirati e possibilità di allontanare, nei casi previsti dalla legge, soggetti con specifici precedenti o denunce che tengano condotte violente, minacciose o insistentemente moleste” e l’adesione al progetto “Strade sicure con presidi fissi o mobili dei militari nelle zone sensibili, sotto il coordinamento del Prefetto e in concorso con le Forze dell’ordine”.

Il consigliere Massimiliano Carpano ha presentato la mozione della maggioranza: “Crediamo che a fianco del presidio ci debba essere un lavoro di riqualificazione dei luoghi e miglioramento della vivibilità che merita di essere raccontato. Gli investimenti in cultura e riqualificazione sono interventi di sicurezza. Se andiamo a creare sotto il Priamar una spiaggia libera attrezzata è un intervento di sicurezza e credo che queste cose siano importanti e debbano essere raccontate”.

Carpano porta l’esempio del lavoro svolto nel quartiere Oltreletimbro: “La situazione è migliorata con la collaborazione di cittadini, commerciainti, comitato di quartiere e forze dell’ordine. Siamo riusciti a trasformare piazza Maestri dell’Artigianato. Questo modello deve esssere esportato in tutta la città. Serve presidio ma anche persone che vivano i luoghi. Gli sgomberi ripristinano situazioni ma non creano senso di sicurezza.”.

“Gli inteventi del centro destra – conclude – non sono applicabili sulla città di Savona e mirano a far vivevere la cittadinanza un clima di incurezza, non lo dico per paura dei militari o delle forze dell’ordine. La presenza dell’esercito a Savona non è necessario. Non dobbiamo essere timidi nel parlare di questi temi. Ci siamo facendo spiegare la sicurezza”.

Il consigliere Fabio Orsi aggiunge: “”Parliamo di una città che vediamo diversamente. Nessuno nega che devono essere fatte attività di condivisione e inclusione, ma oggi la città ha una necessità che va espressa attraverso forme di invesitmenti che non venogono fatti in maniera adeguatta e di strumenti che da la legislazione. Se ritenete che un maggiore uso delle forze dell’ordine e la presenza di persone in divisa dia un senso di militarizzazione allora il discorso è già finito. Se vi sentire preclusi nella vostra liberà e non tutelati è un problema vostro”.

Orsi conclude sottolineando il mancato fronte comune: “Non avete colto esigenza che mai come in questo caso di essere uniti. Avremmo più possibilità di avere risultati. Riqualificazioni e iniziative non sono sufficienti. Mi preoccupa se ritenere che questo non è un tema cruciale. Visto che vi cancidate a governare la città per altri cinque anni sono preoccupato perchè non è un tema che volete risolvere”.

L’assessore Barbara Pasquali replica: “Comprendo marcare politicamente il territorio, ma comprendo meno che non si sappia cosa fa questa amministrazione. Il nucleo di sicurezza urbana è stato istituito nel 2023 insieme ai Comuni di Finale e di Loano. Mi aspetto che i consiglieri comunali lo sappiano. Il Nucleo ha il compito di contrastare i fenomeni che creano allarme sociale: spaccio e uso di stupefacenti, violenza legato all’uso di alcol, somminstrazione di alcol a minori, ubriachezza molesta, controllo dei regolamenti di polizia urbana e civile convivenza”.

“Sono anni che andiamo ai Comitati di sicurezza in Prefettura e spesso siamo noi a richiederli. Polizia locale e le forze del’ordine lavorano in sinergia e prendono accordi per il presidio urbano dividendosi le zone, proprio per ottimizzare le scarse risorse umane. In questi anni si sono aumentate di 46 unità. Bisogna avere responsabilità quando si parla di questi temi, ce l’avete anche voi come consiglieri. Se non possiamo negare che ci siano problemi ma diciamo ai cittadini che ci siamo e che formuliamo risposte. Non possiamo dire che la sicurezza sia un problema, è una precondizione del vivere civile, noi su questo abbiamo un forte senso di respinsabilità. Non sono d’accordo sulle zone rosse, vuol dire mettere bollino di zona off limits e noi non lo vogliamo. Noi stiamo lavorando per evitare questo. Sul progetto strade sicure addiriturrata Crossetto ha detto di voler tornare indietro”.

Il sindaco Marco Russo ha concluso la discussione: “E’ importante far sentire la mia voce perchè sembra che non mi voglia occupare di questo tema. A noi sta molto a cuore che Savona sia una città sicura e che sia percepita così. E’ stato detto che le mozioni impegnano il sindaco, posso dire che siamo già impegnati su questo tema. Se un luogo non è vivibile ci rimettono le persone fragili perchè non riescono a vivere la città pienamente.

“Ci sono due modi per affrontare il tema: un modo serio e un modo strumentale che la butta in ideologia – prosegue Russo -. Quseto è un discrimine fondamentale, la maggioranza ha un approccio serio che condivido e apprezzo. Dentro la parola sicurezza mettiamo una casistica infinita: disagio, tensione sociale, disagio giovanile, criminalità e non sono compartimenti stagni. L’approccio globale è fondamentale, su questo c’è bisogno che i comuni non siano soli. Lo dice l’Anci, è un problema di tutte le città, se veniamo lasciati soli ovviamente facciamo fatica, le risposte emergenziali sono inefficaci e servono solo a tirare la palla in tribuna, ci si deresponsabilizza. C’è bisogno di presidio ma compete in primo luogo allo Stato, non c’è bisogno di esercito ma di agenti. C’è il tema del disagio sociale e se lo Stato ci lascia soli è un problema. Se non abiamo le risorse per i minori non accompagnati noi facciamo fatica”.

Autore
Il Vostro Giornale

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