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Siccità e clima ancora rovente: in Valbormida è allarme per funghi, castagne e tartufi

  • Postato il 29 agosto 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Siccità e clima ancora rovente: in Valbormida è allarme per funghi, castagne e tartufi

Valbormida. Siccità prolungata con temperature ancora troppo elevate a fine agosto: in Valbormida sale la preoccupazione per l’ormai imminente stagione dei funghi, risorsa del territorio che da qualche anno scarseggia. In questi giorni iniziano a vedersi sui social immagini di cestini pieni, ma i porcini in bella vista provengono dal vicino Piemonte, in particolare dall’alta Val Tanaro, confinante con Massimino, dove la pioggia non si è fatta desiderare come nell’entroterra savonese.
A temere un’annata compromessa non sono soltanto gli appassionati cercatori, ma anche i sindaci, specie quelli dell’alta valle, che fanno i conti anche con i proventi dei consorzi per sostenere associazioni e attività dei piccoli paesi.

Sia il primo cittadino di Bardineto, Mario Basso, sia quello di Murialdo, Michele Franco e quello di Osiglia, Paola Scarzella (da destra a sinistra nella foto) sperano che nelle prossime settimane il meteo regali precipitazioni moderate che possano inumidire il sottobosco, ad ora secco e arso. A loro fa eco Angelo Oddone, segretario del Consorzio Tutela del Sottobosco di Calizzano: “Purtroppo ad ora siamo pessimisti anche se in alcune zone più alte i primi porcini si sono trovati e ci auspichiamo che la situazione migliori a breve. Non essendo stata un’annata propizia la vendita dei tesserini è ridotta ai giornalieri, ma nessuno investe per un lasso più lungo di tempo e le risorse economiche, che noi dirottiamo alle associazioni del territorio, sono sempre più esigue”.

“Non solo per i funghi c’è questa preoccupazione – aggiungono i sindaci – Anche i castagni hanno sofferto parecchio e gli alberi mostrano ricci piccoli e già appassiti. Le nostre comunità fondano le loro basi economiche, nonchè le loro tradizioni, proprio su questi prodotti che con un clima così torrido non potranno che scarseggiare anche in futuro”.
Stagione da dimenticare anche per i tartufai: la ricerca del nero estivo è andata quasi deserta ed ora, dopo lo stop biologico di settembre, si spera nella pioggia per trovare il bianco più pregiato.

Non sono solo città e campagne, quindi, fanno i conti con le temperature record: anche i boschi mostrano segnali evidenti di sofferenza. Secondo l’allarme lanciato da Coldiretti e dalla Federazione Italiana delle Comunità Forestali (Federforeste), la stagione dei funghi rallentata dalla siccità e dal caldo eccezionale sta penalizzando gli ecosistemi montani. L’Italia rimane nella morsa dell’afa, nelle Alpi e in gran parte dell’Appennino, i cercatori segnalano sottoboschi eccessivamente asciutti. In queste aree, si registra una presenza di porcini nettamente inferiore rispetto alle annate climaticamente più favorevoli.

Autore
Il Vostro Giornale

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